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DURC, nel Decreto del Fare

le novità riguardo al DURC

impresa edile

Importanti novità riguardo al DURC (il documento unico di regolarità contributiva). Non verranno più bloccati completamente i pagamenti in caso di irregolarità e sarà possibile rimediare in 15 giorni. L’importante è però che le pubbliche amministrazioni paghino, in modo da far ripartire questo paese bloccato dalla mancanza di capitale circolante.

DURC, nel Decreto del Fare è possibile regolarizzarsi in 15 giorni.

novità sufficienti?

Il termine di 15 giorni appare però esiguo, dati i tempi burocratici. Meglio sarebbero stati almeno 30 giorni e rendere il DURC valido per sei mesi, dato che tre mesi sembrano veramente pochi.

E le piccole imprese edili?

DURC

esempio di Durc

Di contro c’è da rilevare la lentezza con la quale le piccole imprese edili italiane si stanno informatizzando e dotando di posta elettronica certificata, cosa che aiuterebbe la comunicazione fra imprese e amministrazioni, lentezza dovuta purtroppo alla scarsa propensione all’informatica che si riscontra spesso nei lavoratori dell’edilizia e alla scarsa strutturazione delle imprese edili nostrane.

L’impresa tipo in Italia è infatti costituita da un singolo lavoratore autonomo che collabora con altri autonomi per fare i lavori. L’impresa tradizionale con dipendenti assunti con regolare contratto è l’eccezione.

Non stiamo parlando di lavoro nero, ma di un fenomeno ampiamente presente in Italia e ampiamente tollerato dallo stato, ovvero la proliferazione di finti lavoratori autonomi, che alla fine non sono altro che dipendenti privi di tutele contrattuali.

L’anomalia dell’imprenditoria edile italiana

A cosa è dovuta questa anomalia? A parere dello scrivente in parte alla scarsa propensione all’assunzione da parte dei piccoli imprenditori edili italiani, in parte al costo eccessivo del lavoro subordinato e alla proliferazione di obblighi burocratici per le imprese strutturate e in parte alla committenza che in alcuni casi non è disposta a pagare i maggiori costi di un impresa strutturata, che però di contro garantisce più attenzione agli aspetti burocratici e della sicurezza nel cantiere dato che è soggetta per legge ad obblighi in questo senso.

Se vogliamo diventare un paese “normale”, nei quali i lavoratori autonomi siano veri lavoratori autonomi e le imprese facciano le imprese, qualcosa deve cambiare e dobbiamo prendere esempio dagli altri paesi, non facendo però come al solito, cioè dando nuovi oneri burocratici alle imprese senza creare il background di supporto e semplificando solo a parole.

La sicurezza nei cantieri

La sicurezza nei cantieri secondo il titolo IV del DL 81/08

premessa

sicurezza nei cantieri

sicurezza nei cantieri

La sicurezza nei cantieri è un tema importante, ma purtroppo visto spesso da committenti e datori di lavoro come un inutile spesa e perdita di tempo. Con quest’articolo vorremmo chiarire alcuni aspetti che probabilmente sono poco noti ai committenti di lavori edili, che quasi sempre quando cominciano un cantiere hanno bisogno di un coordinatore alla sicurezza. Purtroppo l’edilizia a tutt’oggi è causa di molti infortuni sul lavoro anche mortali, soprattutto per caduta dai ponteggi o seppellimento. Esiste poi una lunga casistica di infortuni difficili da comprendere, che avrebbe potuto essere tranquillamente evitata usando il buon senso, dote che quando si entra in ambito di sicurezza in molti sottovalutano, vuoi per risparmiare tempo, denaro, o perché si “è sempre fatto così”. In realtà basta un unico errore per provocare infiniti danni non solo alla persona che subisce l’infortunio, ma anche economici all’azienda e al committente, dato che la normativa prevede molte figure responsabili delle sicurezza in cantiere. Un unico infortunio fa rimpiangere per sempre al datore di lavoro tutte le precauzioni non prese precedentemente.

un chiaro esempio di come sia sottovalutata in Italia la sicurezza nei cantieri

La normativa preesistente è stata accorpata nel 2008 ha cercato di evidenziare sopratutto le responsabilità, è un grosso carico di queste è stato affibbiato al committente che deve essere cosciente durante la scelta di un impresa di affidarsi a dei lavoratori che hanno a cuore il tema della sicurezza nel cantiere.

Le figure principali individuate dalla norma sono:

  • il committente;
  • il responsabile dei lavori, che nel caso non venga delegato coincide col committente;
  • il coordinatore in fase di progettazione;
  • il coordinatore in fase di esecuzione;
  • il datore di lavoro;
  • il lavoratore autonomo;
  • il lavoratore

normativa di riferimento

La normativa che in Italia regola la sicurezza sui luoghi di lavoro è il D.Lgs. 81/08 che è stato successivamente aggiornato D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106. In particolare i cantieri sono regolati dal TITOLO IV – CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI.

Quando è obbligatoria la sicurezza nei cantieri?

La domanda che spesso viene posta è proprio questa. Ferma restando la facoltà di fare ricorso a un coordinatore per qualsiasi cantiere da parte del committente, ci sono alcuni casi nei quali la presenza del coordinatore per la sicurezza è obbligatoria.

La normativa è abbastanza chiara a riguardo e nell’articolo 90 del DL81/08 testualmente si dice:

3. Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, il committente, anche nei casi di coincidenza con l’impresa esecutrice, o il responsabile dei lavori, contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione.
4. Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, il committente o il responsabile dei lavori, prima dell’affidamento dei lavori, designa il coordinatore per l’esecuzione dei lavori, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 98.
5. La disposizione di cui al comma 4 si applica anche nel caso in cui, dopo l’affidamento dei lavori a un’unica impresa, l’esecuzione dei lavori o di parte di essi sia affidata a una o più imprese.

La discriminante fondamentale è quindi la presenza di due o più imprese in contemporanea sul cantiere, perché le interferenze fra imprese diverse presenti nello stesso cantiere determinano automaticamente situazioni di pericolosità. Si presenta una difficoltà interpretativa quando in cantiere sono presenti un impresa e dei lavoratori autonomi, che per definizione non costituiscono impresa. Ci possono essere dei casi limite in cui in un cantiere non è presente nemmeno un impresa dato che tutti i lavoratori presenti sono autonomi, in tal caso però è spesso individuabile un’ “impresa di fatto”, ovvero uno degli autonomi dirige il cantiere e gli altri autonomi sono a tutti gli effetti dei subordinati.

In Italia purtroppo l’eccessiva frammentazione delle imprese edili porta a dei casi limite di difficile interpretazione, mentre la legislazione spinge verso una maggiore organizzazione, che in teoria favorisce la divisione dei compiti dei lavoratori e una maggiore sicurezza sul lavoro.

Riassumendo serve il coordinatore quando ci sono almeno 2 imprese sul cantiere, indipendentemente dalla durata del cantiere e dalla sua ipotetica pericolosità, facciamo un esempio:

  1. rifaccio una copertura e ho un impresa che monta il ponteggio e fa tutti i lavori previsti: in teoria non serve il coordinatore per la sicurezza.
  2. ristrutturo un piccolo appartamento e ho un impresa edile, un impresa per i lavori elettrici e una per i lavori idraulici: è obbligatoria la presenza del coordinatore per la sicurezza.

Naturalmente la logica dice di dotarsi di un coordinatore per la sicurezza anche nel primo caso, ma la norma non ci obbliga.

chi può fare il coordinatore per la sicurezza nei cantieri?

citando l’art. 98 del DL 81/08:

1. Il coordinatore per la progettazione e il coordinatore per l’esecuzione dei lavori devono essere in possesso di uno dei seguenti requisiti:

a) laurea magistrale conseguita in una delle seguenti classi: LM-4, da LM-20 a LM-35, LM- 69, LM-73, LM-74, di cui al Decreto del Ministro dell’Università e della ricerca in data 16 marzo 2007, pubblicato nel S.O. alla G.U. n. 157 del 9 luglio 2007, ovvero laurea specialistica conseguita nelle seguenti classi: 4/S, da 25/S a 38/S, 77/S, 74/S, 86/S, di cui al Decreto del Ministro dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 28 novembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001, ovvero corrispondente diploma di laurea ai sensi del Decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca in data 5 maggio 2004, pubblicato nella G.U. n. 196 del 21 agosto 2004, nonché attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l’espletamento di attività lavorativa nel settore delle costruzioni per almeno un anno;b) laurea conseguita nelle seguenti classi L7, L8, L9, L17, L23, di cui al predetto Decreto Ministeriale in data 16 marzo 2007, ovvero laurea conseguita nelle classi 8,9,10,4, di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 4 agosto 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000, nonché attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l’espletamento di attività lavorative nel settore delle costruzioni per almeno due anni;
>c) diploma di geometra o perito industriale o perito agrario o agrotecnico, nonché attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l’espletamento di attività lavorativa nel settore delle costruzioni
2. I soggetti di cui al comma 1, devono essere, altresì, in possesso di attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento finale, a specifico corso in materia di sicurezza organizzato dalle regioni, mediante le strutture tecniche operanti nel settore della prevenzione e della formazione professionale, o, in via alternativa, dall’ISPESL, dall’INAIL, dall’Istituto italiano di medicina sociale, dagli ordini o collegi professionali, dalle università, dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori o dagli organismi paritetici istituiti nel settore dell’edilizia.

Fermo restando l’obbligo di aggiornamento di cui all’allegato XIV, sono fatti salvi gli attestati rilasciati nel rispett odella previgente normativa a conclusione di corsi avviati prima della data di entrata in vigore del presente decreto.

In parole povere il coordinatore deve essere diplomato o laureato in un settore tecnico, avere un esperienza documentata nel settore delle costruzioni e aver fatto il corso presso un ente abilitato. E poi stato introdotto anche l’obbligo dell’aggiornamento quinquennale, dall’allegato XIV:

E’ inoltre previsto l’obbligo di aggiornamento a cadenza quinquennale della durata complessiva di 40 ore, da effettuare anche per mezzo di diversi moduli nell’arco del quinquennio. L’aggiornamento può essere svolto anche attraverso la partecipazione a convegni o seminari con un numero massimo di 100 partecipanti.
Per coloro che hanno conseguito l’attestato prima dell’entrata in vigore del presente decreto, l’obbligo di aggiornamento decorre dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto.

Cosa deve fare il coordinatore per la sicurezza nei cantieri?

il coordinatore in fase di progettazione (art.91 DL 81/08):

  • redige il piano di sicurezza e coordinamento (PSC)
  • predispone il fascicolo dell’opera

il coordinatore in fase di esecuzione (art. 92 DL 81/08):

verifica, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l’applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 100 ove previsto e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro;
b) verifica l’idoneità del piano operativo di sicurezza, da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento di cui all’articolo 100, assicurandone la coerenza con quest’ultimo, ove previsto, adegua il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 100, ove previsto, e il fascicolo di
cui all’articolo 91, comma 1, lettera b), in relazione all’evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere, verifica che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi piani operativi di sicurezza;
c) organizza tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione ed il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione;
d) verifica l’attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere;
e) segnala al committente o al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta alle imprese e ai lavoratori autonomi interessati, le inosservanze alle disposizioni degli articoli 94, 95, 96 e 97, comma 1, e alle prescrizioni del piano di cui all’articolo 100, ove previsto, e propone la sospensione dei lavori, l’allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto. Nel caso in cui il committente o il responsabile dei lavori non adotti alcun provvedimento in merito alla segnalazione, senza fornire idonea motivazione, il coordinatore per l’esecuzione dà comunicazione dell’inadempienza alla Azienda Unità Sanitaria Locale e alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competenti;
f) sospende, in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate.

il responsabile dei lavori

è una figura fondamentale che può o non può coincidere col coordinatore. Se non viene fatta esplicita delega i compiti attibuiti al responsabile dei lavori restano in capo al committente, il concetto è espresso nell’art.89 del DL 81/08 ci da la definizione:

responsabile dei lavori: soggetto che può essere incaricato dal committente per svolgere i compiti ad esso attribuiti dal presente decreto; nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, il responsabile dei lavori è il responsabile del procedimento;

quali sono i compiti attribuiti al responsabile dei lavori? Sono elencati nell’art. 90 del DL 81/08 che citiamo integralmente:

1. Il committente o il responsabile dei lavori, nelle fasi di progettazione dell’opera, si attiene ai principi e alle misure generali di tutela di cui all’articolo 15, in particolare:
a) al momento delle scelte architettoniche, tecniche ed organizzative, onde pianificare i vari lavori o fasi di lavoro che si svolgeranno simultaneamente o successivamente;
b) all’atto della previsione della durata di realizzazione di questi vari lavori o fasi di lavoro.
1-bis. Per i lavori pubblici l’attuazione di quanto previsto al comma 1 avviene nel rispetto dei compiti attribuiti al responsabile del procedimento e al progettista.
2. Il committente o il responsabile dei lavori, nella fase della progettazione dell’opera, prende in considerazione i documenti di cui all’articolo 91, comma 1, lettere a) e b).
3. Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, il committente, anche nei casi di coincidenza con l’impresa esecutrice, o il responsabile dei lavori, contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione.
4. Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, il committente o il responsabile dei lavori, prima dell’affidamento dei lavori, designa il coordinatore per l’esecuzione dei lavori, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 98.
5. La disposizione di cui al comma 4 si applica anche nel caso in cui, dopo l’affidamento dei lavori a un’unica impresa, l’esecuzione dei lavori o di parte di essi sia affidata a una o più imprese.
6. Il committente o il responsabile dei lavori, qualora in possesso dei requisiti di cui all’articolo 98, ha facoltà di svolgere le funzioni sia di coordinatore per la progettazione sia di coordinatore per l’esecuzione dei lavori.
7. Il committente o il responsabile dei lavori comunica alle imprese affidatarie, alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi il nominativo del coordinatore per la progettazione e quello del coordinatore per l’esecuzione dei lavori.
Tali nominativi sono indicati nel cartello di cantiere.
8. Il committente o il responsabile dei lavori ha facoltà di sostituire in qualsiasi momento, anche personalmente, se in possesso dei requisiti di cui all’articolo 98, i soggetti designati in attuazione dei commi 3 e 4.
9. Il committente o il responsabile dei lavori, anche nel caso di affidamento dei lavori ad un’unica impresa o ad un lavoratore autonomo:
a) verifica l’idoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da affidare, con le modalità di cui all’ALLEGATO XVII. Nei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200 uomini-giorno e i cui lavori non comportano rischi particolari di cui all’allegato XI, il requisito di cui al periodo che precede si considera soddisfatto mediante presentazione
da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi del certificato di iscrizione alla Camera di commercio, industria e artigianato e del documento unico di regolarità contributiva45, corredato da autocertificazione in ordine al possesso degli altri requisiti previsti dall’ALLEGATO XVII;
b) chiede alle imprese esecutrici una dichiarazione dell’organico medio annuo, distinto per qualifica, corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori effettuate all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), all’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL) e alle casse edili, nonché una dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative,
applicato ai lavoratori dipendenti. Nei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200 uomini-giorno e i cui lavori non comportano rischi particolari di cui all’ALLEGATO XI, il requisito di cui al periodo che precede si considera soddisfatto mediante presentazione da parte delle imprese del documento unico di regolarità contributiva, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 16-bis, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e dell’autocertificazione relativa al contratto collettivo applicato;
c) trasmette all’amministrazione concedente, prima dell’inizio dei lavori oggetto del permesso di costruire o della denuncia di inizio attività, copia della notifica preliminare di cui all’articolo 99, il documento unico di regolarità contributiva delle imprese e dei lavoratori autonomi, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 16-bis, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e una dichiarazione attestante l’avvenuta verifica della ulteriore documentazione di cui alle lettere a) e b).
10. In assenza del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 100 o del fascicolo di cui all’articolo 91, comma 1, lettera b), quando previsti, oppure in assenza di notifica di cui all’articolo 99, quando prevista oppure in assenza del documento unico di regolarità contributiva delle imprese o dei lavoratori autonomi, è sospesa l’efficacia del titolo abilitativo. L’organo di vigilanza comunica l’inadempienza all’amministrazione concedente.
11. La disposizione di cui al comma 3 non si applica ai lavori privati non soggetti a permesso di costruire in base alla normativa vigente e comunque di importo inferiore ad euro 100.000. In tal caso, le funzioni del coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per la esecuzione dei lavori.

Facciamo notare ancora una volta che i compiti del responsabile dei lavori a meno di esplicita delega rimangono in capo al committente. Dato che è il committente che sceglie l’impresa si comprende come mai il legislatore abbia lasciato in primo acchito ad esso la verifica dei requisiti di idoneità tecnico professionale. Diventa molto difficile per il coordinatore, in mancanza di tali requisiti dire al committente che l’impresa deve essere sostituita o il cantiere sospeso fino ad ottenimento di regolare documentazione attestante l’idoneità dell’impresa (vedi allegato XV DL 81/08).

La notifica preliminare

citando l’art.99 del DL 81/08:

1. Il committente o il responsabile dei lavori, prima dell’inizio dei lavori, trasmette all’Azienda Unità Sanitaria Locale e alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competenti la notifica preliminare elaborata conformemente all’ALLEGATO XII, nonché gli eventuali aggiornamenti nei seguenti casi:
a) cantieri di cui all’articolo 90, comma 3;
b) cantieri che, inizialmente non soggetti all’obbligo di notifica, ricadono nelle categorie di cui alla lettera a) per effetto di varianti sopravvenute in corso d’opera;
c) cantieri in cui opera un’unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a duecento uominigiorno.

La notifica deve essere esposta in cantiere e trasmessa all’amministrazione competente.

Il nostro studio si occupa di sicurezza nei cantieri secondo il titolo IV del DL 81/08, in particolare per la zona di Parma, Fidenza e dintorni. Per qualsiasi chiarimento o preventivo per la sicurezza nel cantiere contattateci senza impegno.

Per approfondire

domande frequenti sulla sicurezza nei cantieri a cura dell’ ing. Francesco ESPOSITO