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65% – sostituzione di serramenti e infissi

Interventi per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti: la sostituzione di serramenti e infissi.

sostituzione di serramenti  infissi

sostituzione di serramenti infissi

Quali caratteristiche deve avere l’intervento di sostituzione di serramenti e infissi per essere agevolabile al 65? L’intervento è conveniente, si ammortizza in tempi brevi, è tecnicamente utile? Proverò con quest’articolo di dare qualche risposta a riguardo, sempre premesso il fatto che le opinioni sull’opportunità di un dato intervento edilizio a volte possono essere leggermente diverse

Dal sito ENEA vediamo come prima cosa i requisiti tecnici che deve avere l’edificio su cui andiamo a intervenire e l’intervento stesso, perché per esempio il mero inserimento di doppi vetri non è agevolabile al 65%.

REQUISITI GENERALI CHE L’IMMOBILE OGGETTO D’INTERVENTO DEVE POSSEDERE PER POTER USUFRUIRE DELLE DETRAZIONI:

alla data della richiesta di detrazione, deve essere “esistente”, ossia accatastato o
con richiesta di accatastamento in corso;

  • deve essere in regola con il pagamento di eventuali tributi;
  • deve essere dotato di impianto di riscaldamento (come definito dalla nostra faq n° 37).
  • in caso di ristrutturazione senza demolizione, se essa presenta ampliamenti, non è consentito far riferimento al comma 344, ma ai singoli commi 345, 346 e 347 solo per la parte non ampliata.

REQUISITI TECNICI SPECIFICI DELL’INTERVENTO:

  • l’intervento deve configurarsi come sostituzione o modifica di elementi già esistenti (e non come nuova installazione);
  • deve delimitare un volume riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati;
  • deve assicurare un valore di trasmittanza termica (Uw) inferiore o uguale al valore di trasmittanza limite riportato in tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010.
tabella tramittanze DM 6 gennaio 2010

tabella tramittanze DM 6 gennaio 2010

ALTRE OPERE AGEVOLABILI:

assicurate le condizioni su esposte:

  • scuri, persiane, avvolgibili, cassonetti (se solidali con l’infisso) e suoi elementi accessori, purché tale sostituzione avvenga simultaneamente a quella degli infissi (o del solo vetro). In questo caso, nella valutazione della trasmittanza, può considerarsi anche l’apporto degli elementi oscuranti, assicurandosi che il valore di trasmittanza complessivo non superi il valore limite di cui sopra.

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA:

a) documentazione da conservare a cura del cliente:

  • l’asseverazione redatta da un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra o perito) iscritto al proprio Albo professionale, nella quale deve essere indicato il valore di trasmittanza dei nuovi infissi (ricavato dalla documentazione tecnica in possesso del cliente o calcolato secondo le modalità indicate nella nostra faq n°39) e asseverato che tale valore rispetta il valore di trasmittanza limite riportato in tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010.
  • in alternativa, la certificazione del produttore dell’infisso che attesti il rispetto dei medesimi requisiti.

Inoltre:

un documento che attesti il valore di trasmittanza dei vecchi infissi (che può essere stimato anche in modo approssimativo, utilizzando l’algoritmo appositamente elaborato e posto al link “per i tecnici” del nostro sito), che può essere riportato:

  • all’interno della certificazione del produttore (di cui abbiamo già parlato), in una zona a campo libero;
  • in un’autocertificazione del produttore;
  • nell’asseverazione.

N.B. In base alle disposizioni di cui al D.M. 6 agosto 2009, l’asseverazione può essere:

sostituita dalla dichiarazione resa dal direttore dei lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate (obbligatoria ai sensi dell’Art.8, comma 2, del D.Lgs. n°192 del 2005);

esplicitata nella relazione attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e relativi impianti termici (che ai sensi dell’Art.28, comma 1, della L. n°10 del 1991 occorre depositare presso le amministrazioni competenti).

Ed infine occorre conservare anche i seguenti documenti:

di tipo “amministrativo”:

  • fatture relative alle spese sostenute;
  • ricevuta del bonifico bancario o postale (modalità di pagamento obbligata nel caso di richiedente persona fisica), che rechi chiaramente come causale il riferimento alla legge finanziaria 2007, numero della fattura e relativa data, oltre ai dati del richiedente la detrazione e del beneficiario del bonifico;
  • ricevuta dell’invio effettuato all’ENEA (codice CPID), che costituisce garanzia che la documentazione è stata trasmessa. Nel caso di invio postale, ricevuta della raccomandata postale;

di tipo “tecnico”:

  • schede tecniche;
  • originali inviati all’ENEA firmati (dal tecnico e/o dal cliente);
  • nel caso di interventi che non interessano singole unità immobiliari, dal 4 agosto 2013,
  • l’Attestato di Prestazione Energetica (A.P.E.). Per ulteriori informazioni, si rimanda alla nostra faq n°67.

b) documentazione da trasmettere all’ENEA:

esclusivamente attraverso l’apposito sito web relativo all’anno in cui sono terminati i lavori (per il 2014: http://finanziaria2014.enea.it), entro i 90 giorni successivi alla fine dei lavori, come da collaudo delle opere o nel caso di interventi di riqualificazione energetica di basso impatto (ad esempio la sostituzione di infissi), come da dichiarazione di conformità.

(La richiesta di detrazione può essere trasmessa ad ENEA anche oltre i 90 giorni, qualora sussistano le condizioni riportate nella nostra faq n°70 e si seguano le procedure in essa riportate):

1) solo nel caso di interventi in singole unità immobiliari, ossia univocamente definite al
Catasto urbano, tale documentazione consiste in:

  • Allegato F al “decreto edifici” che può anche essere redatto dal singolo utente;

2) in tutti i casi diversi da quelli di cui sopra (ad esempio, interventi che riguardano parti
condominiali), la documentazione è la seguente:

  • Attestato di qualificazione energetica, redatto da un tecnico abilitato, con i dati di cui all’Allegato A al “decreto edifici”;
  • Scheda descrittiva dell’intervento (Allegato E al “decreto edifici”);

c) documentazione da trasmettere all’Agenzia delle Entrate:

  • Comunicazione, per i soli lavori che proseguono oltre il periodo di imposta.

L’intervento di sostituzione dei serramenti è un intervento che conviene?

Dalla mia esperienza posso dire che l’intervento ai fini della riqualificazione energetica è in realtà non è efficacissimo, nel senso che la superficie dei serramenti negli edifici degli anni 60-70-80-90 , che sono per il 90% quelli su cui si va ad intervenire, è in proporzione a quella delle murature esterne piccola, per tanto è un intervento che a costi relativamente elevati (300-600 € al mq più o meno a seconda dell’intervento più iva e spese tecniche) con tempi di ammortamento relativamente lunghi.

Inoltre la mera sostituzione di serramenti porta a migliorare sensibilmente le caratteristiche delle finestre che spesso raggiungono trasmittanze migliori dei muri sulle quali le finestre stesse sono inserite, magari per le finestre arriviamo fra 1 e 1,5 W/m2K e per i muri abbiamo 1,7 W/m2K. Questo cosa comporta? La quasi sicura formazione di muffe sui muri freddi che diventano il punto preferenziale per la formazione di condensa superficiale. A parere mio è un intervento che non va effettuato da solo, ma insieme ad altri interventi.

I serramenti si vedono immediatamente, per cui in una casa che ha qualche anno sono un intervento che se è stato effettuato va a migliorare sicuramente l’aspetto estetico dell’immobile (finché non si forma la muffa) rendendolo più appetibile commercialmente. In realtà la sostituzione dei serramenti è intervento che se effettuato da solo può essere anche peggiorativo del comfort ambientale. Un intervento che a parere dello scrivente va effettuato solo insieme ad altre tipologie di intervento (per esempio coibentazione delle pareti, coibentazione dei cassonetti sostituzione caldaia, inserimento valvole termostatiche, controllo dell’umidità…).

Per approfondire

il vademecum enea su sostituzione di serramenti e infissi

articolo su questo blog

Altri incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti

Edifici italiani energivori?

condominio

Un tipico condominio italiano energivoro

Come avevo accennato parlando di certificazione energetica, si può affermare che in Italia ci sia purtroppo ancora oggi scarsa attenzione al fattore energetico. Non solo abbiamo un patrimonio edilizio costruito negli anni passati che è quasi totalmente privo di criteri di risparmio energetico e che quindi consuma troppo, ma anche negli edifici nuovi purtroppo si possono trovare molti errori progettuali che alla fine costano cari sulle bollette, con certificazioni energetiche che dicono una cosa che viene clamorosamente smentita dalla prova dei fatti, ovvero dalle verifica dei consumi reali misurati in bolletta.

In questo articolo volevo segnalare questa interessante diagnosi fatta su un vecchio condominio di Modena nella quale calcoli alla mano si dimostra che con un piccolo tempo di ritorno dell’investimento (6 anni) di può ottenere un risparmio del 40% annuo, che con il gas che ormai costa 1 € al mc non è poco, dato che passiamo da 54.000 € l’anno a 32.000 € l’anno circa.

diagnosi energetica

diagnosi energetica

clicca qua per leggere l’articolo completo.

Sembra banale da dire, ma basta veramente poco per ottenere molto in termini di risparmio energetico. Tanto più che si può ancora usufruire degli incentivi del 55% che permettono oltre che il risparmio in bolletta il recupero fiscale del 55% delle spese sostenute ai fini del risparmio energetico in 10 anni. La riqualificazione rappresenta la via d’uscita più semplice e immediata alla crisi dell’edilizia in Italia, un meccanismo virtuoso che potrebbe far ripartire l’edilizia, far risparmiare i cittadini e di conseguenza essere utile a far ripartire l’intera economia. Un meccanismo che le amministrazioni devono spingere a tutti i costi.

Il nostro studio effettua diagnosi energetiche e riqualificazioni energetiche, per maggiori informazioni o per ottenere un preventivo clicca qui.