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Certificazione energetica in Emilia romagna

esempio certificazione energetica

esempio certificazione energetica

Volevo condividere una tabella molto utile per la certificazione energetica in Emilia Romagna, un riassunto di tutto quello che c’è da sapere a riguardo a cura del CTI (comitato termotecnico italiano):

Emilia Romagna – Certificazione energetica degli edifici.

Il nostro studio è qualificato per la redazione dell’attestato di prestazione energetica, per avere un preventivo gratuito potete contattarci direttamente o compilare il form in questa pagina.

Le DGR della regione Emilia Romagna sulla sismica

Una normativa complessa e articolata

In Emilia Romagna per la progettazione strutturale, oltre che l’obbligo di attenersi alla normativa tecnica nazionale, ovvero le NTC2008 e circolare esplicativa e la legge regionale 19/2008, ci sono diversi atti di indirizzo regionali ai quali attenersi, ricordiamo i principali

Le delibere di assemblea regionale dell’Emilia Romagna

Ecco un elenco si spera esaustivo di tutti gli atti di indirizzo importanti di cui tenere conto quando si progetta una struttura in Emilia Romagna.

DGR 1126/2011, definizione del rimborso forfettario per le spese istruttorie relative alle autorizzazioni sismiche e ai depositi dei progetti strutturali, ai sensi dell’art. 20 della l.r. n. 19 del 2008 “norme per la riduzione del rischio sismico”

DGR 1661/2009, approvazione elenco categorie di edifici di interesse strategico e opere infrastrutturali la cui funzionalita’ durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile ed elenco categorie di edifici e opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso.

DGR 687/2011, atto di indirizzo recante l’individuazione degli interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumita’ ai fini sismici e delle varianti in corso d’opera, riguardanti parti strutturali, che non rivestono carattere sostanziale, ai sensi dell’ articolo 9, comma 4 della l.r. n. 19 del 2008.

DGR 1373/2011 Approvazione dell’atto di indirizzo recante la “Modulistica Unificata Regionale relativa ai procedimenti in materia sismica (MUR)”

DGR 1879/2011, approvazione dell’atto di indirizzo in merito alla definizione degli interventi di sopraelevazione, ampliamento e delle strutture compenetranti, ai fini dell’applicazione del paragrafo 8.4.1 delle ntc – 2008 e della l.r. n. 19 del 2008.

Di utilità alla DGR 687/2011 ricordiamo anche la DAL 279/2011, ovvero Approvazione dell’atto di coordinamento sulle definizioni tecniche uniformi per l’urbanistica e l’edilizia e sulla documentazione necessaria per i titoli abilitativi edilizi che ci fornisce un chiarimento sulle definizioni utilizzate in tale norma.

Data l’articolazione e la complessità della normativa quello che viene lecito domandarsi è se era necessario davvero complicare così tanto le cose e se non si possa fare un testo unico che raccolga tutte le norme. A parere dello scrivente inoltre ci si chiede se una tale complessità sia davvero necessaria e non porti più ad errori (puniti ovviamente con multe), magari fatti in buona fede dai progettisti che reali vantaggi per la società.

il punto sulla certificazione energetica in provincia di Parma

Riportiamo il testo integrale di un articolo apparso sulla gazzetta di Parma il 3 aprile 2013 che prova a fare il punto sulla certificazione energetica in provincia di Parma:

http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/181213/Certificazioni_energetiche:_Parma_quinta_in_regione_Ma_la_classe_A_resta_lontana.html

esempio certificazione energetica

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Da fine 2008, anno in cui è entrata in vigore la nuova normativa sulla certificazione energetica degli edifici, a fine 2012, sono 23.854 gli attestati rilasciati nella provincia di Parma (pari all’8,9% sul totale), il che colloca la provincia al quinto posto nella classifica regionale. L’obiettivo di avere un parco immobiliare altamente efficiente è però ancora lontano, dato che il 47,3% degli edifici è stato classificato come poco performante (classi G e F), mentre solo il 10% degli edifici certificati nella provincia rientra nelle categorie ad alte prestazioni per quanto riguarda i consumi (ovvero A+, A e B): un risultato, quest’ultimo, che seppur basso risulta superiore alla media regionale che è dell’8%. Questi i dati elaborati da Senaf in occasione di Proenergy+ – l’evento professionale dedicato all’efficienza energetica e alle energie rinnovabili che si terrà a PadovaFiere dall’11 al 13 aprile – su base dei dati forniti dall’Ufficio Energia della Regione Emilia Romagna.

Tornando ai dati, risulta piuttosto evidente che a Parma gli edifici non possano dirsi ‘risparmiosi’. Ben il 33% degli immobili per cui è stata rilasciata la certificazione risulta essere registrato in classe G, e il 14,3% in classe F: un dato che, per quanto negativo, permette però alla provincia di ‘fare meglio’ rispetto a Ferrara (la provincia con il risultato peggiore in Regione), Modena, Bologna, Piacenza e Reggio Emilia.
Guardando alle certificazioni ottenute per edifici altamente performanti, a Parma solo il 7,4% degli immobili ha ottenuto la certificazione energetica classe B, il 2% ha ottenuto quella classe A e un piccolissimo 0,6% quella A+. Un dato che proviene in gran parte dalle ‘nuove costruzioni’, e che evidenzia perciò la necessità di puntare maggiormente su politiche che incentivino la riqualificazione energetica sul patrimonio già esistente; il risultato è comunque superiore alla media regionale: in Emilia Romagna è il 6,1% degli edifici certificati ad avere la classe B, mentre solo l’1,6% come A e lo 0,32% è stato certificato come classe A+. In Regione, però, Rimini (la provincia con il risultato regionale migliore) e Forlì-Cesena ‘fanno meglio’ di Parma.

Analizzando, invece, la provenienza delle domande si vede che, a Parma, la maggior parte di quelle concesse, proviene dal segmento del residenziale (88,3%), mentre il restante 11,7% dal non residenziale.
Contenuta nel decreto ministeriale del giugno 2009, a sua volta recepimento di disposizioni europee del 2002, la certificazione energetica attesta il rendimento energetico di un edificio, cioè il fabbisogno annuo di energia necessaria per soddisfare i servizi di climatizzazione invernale ed estiva, il riscaldamento dell’acqua per uso domestico, la ventilazione e l’illuminazione. A partire dal 1° gennaio 2012, essa è obbligatoria non solo per gli edifici di nuova costruzione e nei casi di ristrutturazione, ma anche nel caso in cui un immobile (o una sua parte) venga messo in vendita o dato in locazione: un obbligo ancora poco recepito in Italia, se si considera che, come affermano alcune recenti rilevazioni, sono in regola solo il 53% degli annunci di vendita e appena il 37% di quelli in affitto. In Emilia Romagna la certificazione di un edificio all’interno di una classe è fissata all’interno di un decreto regionale del 2008 che stabilisce i seguenti limiti di consumo: un edificio sarà in classe A+ se consuma un massimo di 25 kWh/anno, in classe A se il consumo è compreso tra i 25 kWh/anno e i 40 kWh/anno, in classe B se il consumo oscilla tra i 40 kWh/anno e i 60 kWh/anno, in classe C se tra i 60 kWh/anno e gli 90 kWh/anno, in classe D se tra gli 90 kWh/anno e i 130 kWh/anno, in classe E se tra i 130 kWh/anno e i 170 kWh/anno, in classe F se tra i 170 kWh/anno e i 210 kWh/anno, mentre in classe G se consuma più di 210 kWh/anno.

Per rendere più efficiente un edificio e farlo ‘passare’ ad una classe energetica più performante, è necessario perciò ridurne i consumi, migliorando la resa degli impianti, coibentando pareti e tetti, scegliendo le tecnologie più efficienti, ma soprattutto studiando la migliore integrazione tra impianto ed involucro. Proprio queste tematiche saranno al centro di Proenergy+ e del ricco programma di iniziative speciali e convegni in calendario, che permetterà agli operatori di aggiornarsi sulle novità tecnologiche e legislative. L’aspetto formativo ha, infatti, una forte rilevanza all’interno della manifestazione: particolarmente interessanti in questo senso sono le Piazze dell’Eccellenza, in cui l’aggiornamento si declina in incontri a ciclo continuo, che vanno a comporre un programma di assoluto livello sui temi delle tecnologie ad alta efficienza energetica, dell’utilizzo di fonti rinnovabili e dell’evoluzione dell’involucro edilizio. In Come si installa/Come si usa verranno realizzate prove pratiche per esemplificare come si installano e come si usano in modo ottimale i prodotti e le tecnologie per la resa energetica degli edifici, mentre nell’Arena Progettazione Integrata, attraverso le best practice, si sottolineeranno i prossimi sviluppi nell’interazione tra i componenti di involucro evoluto, impianti tecnici ed energie rinnovabili.

A queste osservazioni riportate dalla Gazzetta di Parma aggiungiamo le nostre:

  • purtroppo la certificazione è un dato che molti acquirenti non considerano in fase di acquisto e che invece dovrebbe essere attentamente valutato. Se prendiamo come riferimento una villa unifamigliare possiamo approssimare che per il riscaldamento se di troviamo in classe F (cosa comunque per edifici degli anni 90) spenderemo circa 4000 € l’anno (il che può voler dire l’1% circa del valore dell’edificio ogni anno), se invece siamo in classe A spenderemo circa 800 € l’anno. Una bella differenza.
  • Purtroppo per gli edifici nuovi non c’è il riferimento delle bollette del gas, per cui dovremmo fidarci della certificazione energetica, se essa non è stata fatta con criterio, o non sono stati adottati correttamente gli accorgimenti previsti in fase progettuale ci troveremo di fronte a una certificazione del tutto inattendibile.
  • non fidatevi di chi vi propone certificazioni a costi irrisori e senza sopralluogo, la certificazione è una valutazione che necessita di adeguata attenzione e professionalità, un costo inadeguato vuol dire una prestazione inadeguata, diffidate di chi vi offre certificazioni a meno di 200/250 € che a parere dello scrivente sono il minimo per garantire una prestazione attendibile e veritiera. Ne abbiamo parlato anche qui.
  •  Nel 2020 entrerà in vigore  Direttiva 2010/31/UE che obbligherà tutti gli edifici di nuova costruzione ad essere a energia quasi zero. Questo vuol dire che un edificio in classe A sarà comunque un edificio obsoleto dopo il 2020. Cosa vuol dire edificio a energia quasi zero? Ne abbiamo parlato qui.