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Come si esce dalla crisi dell’edilizia?


Queste poche riflessioni non vogliono essere una soluzione alla crisi dell’edilizia che perdura in modo grave almeno dal 2008, ci mancherebbe altro, non ho ne la presunzione e non possiedo nemmeno l’esperienza che mi permetta di trovare formule magiche, questa è una capacità che lascio ad alcuni dei cosiddetti “politici” che si presentano alle imminenti elezioni politiche che in quanto a facili soluzioni e slogan sono degli esperti.

La crisi che oggi sta attraversando l’edilizia non è di facile ne breve soluzione, se e quando si uscirà da questa crisi probabilmente l’edilizia ne uscirà profondamente trasformata. Tale crisi è solo una parte della crisi economica in corso e se è innegabile che alcuni dei fattori di questa crisi siano esterni, dovuti al fatto che per esempio le persone oggi a causa della perdita o del calo del lavoro non hanno denaro per investimenti immobiliari o a causa del fatto che le banche sono molto più restie nel concedere mutui, ma ci sono delle componenti interne a mio parere innegabili.

Si costruiscono edifici già vecchi?

Oggi ci sono dei cantieri, alcuni di quei pochi rimasti aperti, che costruiscono condomini in classe energetica C calcolata, il che forse può voler dire che se ci andiamo a vedere dentro in modo approfondito scopriamo magari di essere in D o peggio. Questo è inconcepibile, non solo ragionando con una mentalità ecologista acritica, ma anche e sopratutto per ragioni commerciali ed economiche. Chi costruisce edifici in classi energetiche che rientrano appena nella normativa, per risparmiare una cifra in realtà relativamente piccola nel 2013, si da la zappa sui piedi.  Le persone hanno ormai imparato una parola magica che si chiama “classe energetica”, e ancora di più hanno imparato un’altra parola magica, ovvero “classe A”. Magari non sanno bene che cos’è, ma una certificazione in classe A oggi ha il suo peso commerciale e fra 2 case di nuova costruzione simili, una in classe A e una in classe C se la differenza di prezzo è minima, cosa che spesso accade, la scelta è orientata senza dubbio verso la prima.

La certificazione energetica in Emilia Romagna.

Facciamo una piccola premessa… Intanto bisogna aver ben chiaro cosa si intende in Emilia Romagna per classe energetica. Oggi la classificazione energetica in Emilia Romagna si basa sull’ EP tot, ovvero l’indica di prestazione energetica totale che è calcolato come somma dell’ EPi (consumo per il riscaldamento invernale) e dell’ EPasc (acqua calda sanitaria), in futuro saranno compresi anche EPe (regime estivo) e EPill (illuminazione). Questo EPtot che si misura in kWh/m2 annuo, ovvero il consumo energetico per ogni m2 in un anno e stato poi suddiviso in classi, la classe A vuol dire che il nostro edificio nelle condizioni standard previste dal metodo di calcolo consumerà meno di 40 kWh/m2 annuo.

La certificazione energetica, se fatta bene, il che non è sempre vero (su siti come groupon si possono trovare certificazioni a cifre attorno ai 50 € che se facciamo almeno un sopralluogo e le cose fatte con un minimo di criterio non garantiscono nemmeno la copertura dei costi vivi e che quindi a meno di lavorare in perdita sono chiaramente al limite della truffa) ci da questo indice che ci dice che la nostra casa in inverno consuma una certa quantità di energia, ma non ci dice quasi nulla sul consumo estivo e nulla sul comfort termo-igrometrico.

La direttiva 2010/31/UE che dovrà essere recepita dall’Italia dice invece un altra cosa, che costituirà una rivoluzione, sempre che non venga derogata dall’Italia pena il pagamento di sanzioni, ovvero che entro il 2021 lo standard edifici a energia quasi zero sarà un obbligo per tutti gli edifici.

Ad oggi mancano mancano 8 anni a questa scadenza e ancora si costruiscono case nuove in classe C.

La cosa si commenta da sola. Stanno costruendo molto probabilmente del futuro invenduto.

Se qualcuno vuole sperare di vendere prima o poi le case che sta costruendo oggi dovrebbe probabilmente costruirle con standard più restrittivi della classe A che va tanto di moda ora, perché l’odierna classe energetica A fra poco verrà superata dagli eventi, diventando in brevissimo tempo obsoleta e priva di significato, dato che un edificio ad energia quasi zero non consuma in pratica nulla. Si può arrivare addirittura a case che producono più energia di quella di cui hanno bisogno, le cosidette case attive

Per uscire dalla crisi dell’edilizia, anche se questo non è sicuramente l’unico modo, bisogna iniziare a progettare in modo più consapevole e più sostenibile, e possibilmente ragionando su edifici energeticamente indipendenti, che oggi sono sicuramente commercialmente più appetibili.

Chi ha i soldi è disposto a spendere qualcosa in più se è dimostrato che in pratica non pagherà più le bollette per riscaldamento e raffrescamento e per scaldare l’acqua calda.

Per chi non li ha, be il problema purtroppo non dipende dall’edilizia e sarà il prossimo governo a dover trovare le risposte, dato che la politica dell’austerity non ha dato le risposte sperate, ma ha fatto diventare la crisi ancora peggiore.

Un altro problema è quello dell’invenduto.

Non in tutti i casi ma quasi quest’invenduto non è mai stato abitato ed è tecnologicamente vecchio, magari in classe D o E. Bisognerà studiare delle metodologie per portarlo almeno in classe A, altrimenti proporre forti sconti, incentivi, in caso contrario questi edifici sono destinati a rimanere disabitate cattedrali nel deserto.

la riqualificazione del patrimonio esistente

In Italia esiste un grandissimo patrimonio di edifici costruiti fra gli anni 50 e gli anni 90 che necessitano di una riqualificazione. Gli incentivi del 50% per le ristrutturazioni sono un buono strumento, ma vanno potenziati, levarli o ridurli come ventilato vorrebbe dire dare il colpo di grazia all’edilizia e al suo indotto, bisognerebbe anzi potenziarli. sarebbe bello introdurre degli strumenti speciali per chi si incarica di ristrutturare un intera palazzina oggi disabitate o chi si accolla un cantiere abbandonato. Purtroppo sono casi sempre più presenti.

fermare le speculazioni

Credo che sia necessario inoltre fermare la pericolosa catena “speculazioni edilizie-oneri di urbanizzazione” che tanto ha rovinato il nostro territorio e l’assetto idrogeologico, senza contare l’abusivismo edilizio. Questi fenomeni oltre a produrre edilizia spesso scadente sono un danno evidente che va fermato a tutti i costi. Se non ci vogliamo ritrovare tutti gli anni a contare quanto territorio abbiamo perso in un caso e quanti morti ci sono stati nell’ultima alluvione o nell’ultimo sisma bisogna fare qualcosa. Per questo oggi sono necessarie delle modifiche normative che proteggano il territorio, diano dei precisi riferimenti per le riqualificazioni e bloccare ogni condono edilizio che stimola la ripresa dell’abusivismo, con anche un danno diretto allo stato che oltre che perdere territorio non incassa gli oneri comunali.

E’ inoltre evidente il fatto che quartieri lasciati incompiuti, nonostante l’incasso di parte degli oneri di urbanizzazione da parte di un comune siano un danno per le casse comunali. Si creano infatti nuove urbanizzazioni che il comune deve mantenere in buono stato e non si incamerano gli introiti dovuti a IMU (le imprese non la pagano sull’invenduto), utenze e tarsu, più tutto l’indotto che un nuovo abitante del quartiere crea. Si genera in pratica nuova spesa, col piccolo guadagno iniziale della quota oneri che non dovrebbe giustificare in nessun modo un immotivato spreco di territorio non urbanizzato.

Fermare l’edificazione selvaggia farebbe riacquistare valore agli immobili esistenti e riaccenderebbe il mercato delle ristrutturazioni, portando a parere dello scrivente vantaggi al comparto dell’edilizia.

Convegno edifici a energia quasi zero e antisismica a Parma

volevo segnalare sia in tema di edifici antisismici che sopratutto di “edifici a energia quasi zero” questi due convegni a Parma che ci saranno il 29 maggio 2013:

http://smartvillage.edilportale.com/

il programma dei due convegni sarà questo:

I TEMI
1^ sessione | ore 14.00
PROGETTARE E COSTRUIRE EDIFICI ANTISISMICI.
Tecnologie, materiali e sistemi costruttivi a confronto.
Un forum tecnico dedicato alla progettazione e costruzione di edifici antisismici nonché all’adeguamento del patrimonio edilizio esistente.
Gli eventi sismici dell’Abruzzo, dell’Emilia e quelli più recenti del Pollino hanno purtroppo acceso un faro sulla vulnerabilità del territorio e degli edifici e sull’affidabilità delle mappe di rischio. Di contro, il dibattito sulla (im)prevedibilità dei terremoti ha rafforzato la consapevolezza che l’unica strada per limitare i danni di un sisma è quella della prevenzione, della manutenzione del territorio e della progettazione antisismica.
Un recente disegno di legge presentato alla Camera sottolinea la necessità non solo di un aggiornamento delle norme tecniche obbligatorie oggi esistenti per le nuove costruzioni civili e per l’adeguamento del costruito, ma anche la definizione di nuove regole per incrementare la qualità e la resistenza al sisma del patrimonio residenziale, produttivo e infrastrutturale, prevedendone periodiche revisioni volte alla verifica della resistenza sismica e all’individuazione dei necessari interventi di adeguamento. Ma quali sono oggi i sistemi costruttivi più efficaci e tecnologicamente avanzati in grado di garantire la sicurezza antisismica dell’edificio e insieme la sua efficienza energetica? Il forum è rivolto ad approfondire questi aspetti, attraverso il confronto-dibattito con i principali operatori del settore.

2^ sessione | ore 15.30
PROGETTARE E COSTRUIRE EDIFICI A ENERGIA QUASI ZERO.
La qualità dei materiali, le tecnologie e i sistemi costruttivi.
L’evento con personalità di eccellenza in grado di rappresentare tutte le componenti coinvolte nel processo virtuoso di contenimento energetico (governo, amministrazioni locali, progettisti). Il dibattito spazierà da questioni di carattere normativo alle diverse filosofie di intervento ponendo al centro del dibattito sia la sostenibilità che l’effettiva praticabilità dell’intervento. Particolari approfondimenti tecnici verranno dedicati alle best practice, alle tecnologie più avanzate, ai prodotti migliori per la progettazione e costruzione di edifici sostenibili e per la riqualificazione energetica del patrimonio esistente. Un format di taglio rigorosamente tecnico, che dà la parola a chi può realmente accrescere le conoscenze e le competenze indispensabili per contribuire all’aggiornamento tecnologico degli operatori e ad un’adeguata sensibilizzazione del mercato. Particolare attenzione verrà rivolta agli strumenti di incentivazione messi in campo dal Governo per gli incentivi alla “Riqualificazione energetica 55%” promossa dalle associazioni di settore. Un evento che coinvolgerà anche il mondo dell’impiantistica termoidraulica, elettrica, fotovoltaica, ecc. per dibattere sull’apporto degli impianti alla costruzione di edifici a energia quasi zero e alla riqualificazione energetica degli stessi. Attraverso l’illustrazione di best practice e delle tecnologie più innovative verranno fornite indicazioni tecniche per la progettazione e la risoluzione delle problematiche di integrazione tra elementi costruttivi e impianti.

Apertura dei lavori (ore 14,00)
PROGETTARE E COSTRUIRE EDIFICI ANTISISMICI
Tecnologie, materiali e sistemi costruttivi a confronto.

– Quadro introduttivo: siamo tutti in zona sismica? Vulnerabilità e rischio sismico.
Alfredo Martini Direttore Editoriale di Costruttori News
– Metodi per la valutazione dell’adeguatezza sismica delle strutture esistenti e come mettere in sicurezza il patrimonio immobiliare
Dante Galeota CERFIS Centro di ricerca e formazione per l’ingegneria sismica
– Caratterizzazione dell’azione sismica locale, la normativa, le principali problematiche in campo, i programmi del territorio
– Costruzioni in acciaio e miste acciaio calcestruzzo; cemento armato; legno; muratura e muratura armata; prefabbricate
– Tecnologie, metodologie, materiali e progetti per il miglioramento sismico degli edifici
– Modellazione strutturale e progettazione sismica
– Il punto di vista dei professionisti: la parola al pubblico in platea

PROGETTARE E COSTRUIRE EDIFICI A ENERGIA QUASI ZERO
La qualità dei materiali, le tecnologie e i sistemi costruttivi.
(ore 15,30)

– Quadro introduttivo: le norme, le principali problematiche in campo, gli strumenti a disposizione per il territorio e le strategie di attuazione
Alfredo Martini Direttore Editoriale di Costruttori News
– Costruire sostenibile: il futuro chiede saggezza
Norbert Lantschner Presidente Fondazione ClimAbita e ideatore Agenzia CasaClima
– Progettazione ed esecuzione di edifici a basso consumo energetico: un percorso per l’approccio- Produttori, imprese, cittadini: esigenza di certezze
– 
Focus “in 15 minuti”: la qualità dei materiali, tecnologie e sistemi costruttivi per “edifici a consumo quasi zero”
Aggiornamenti ed esperienze innovative nel settore, pratiche eccellenti.
– Il punto di vista dei professionisti: la parola al pubblico in platea
Sono stati invitati ad animare la discussione i Presidenti degli Ordini degli Ingegneri, Architetti, Geometri, Geologi, Periti Industriali (Federazioni, Consulte Regionali e Collegi Provinciali).

Chiusura dei lavori (ore 18,30)
Modera

Alfredo Martini Direttore Editoriale di Costruttori News

per i temi trattati, che mi stanno molto a cuore (sopratutto gli edifici a energia quasi zero, dati gli enormi e inutili sprechi dell’edilizia tradizionale fatta senza gli opportuni accorgimenti) e per la gratuità dell’evento lo ritengo una cosa molto interessante e un occasione immancabile per i professionisti che si occupano di progettazione edile.

Costruire un edificio a energia quasi zero non è un utopia, ma un obiettivo ottenibile progettando in modo consapevole e diversificato rispetto al luogo e all’utilizzo che verrà fatto dall’edificio. Il pareggio nel bilancio energetico dell’edificio si ottiene con un isolamento importante, un corretto orientamento dell’edificio e utilizzo di impianti che sfruttano le energie rinnovabili, in primis geotermico e fotovoltaico. Un edificio di questo tipo ha un costo iniziale leggermente più elevato ma garantisce un rapido ritorno economico.

E’ un processo virtuoso che garantirebbe un futuro più sostenibile e che dovrebbe essere incentivato dallo stato o imposto per legge, speriamo che vengano presi in futuro provvedimenti in tal senso.

Per approfondire vi invito a visitare questa pagina.

il video del convegno: