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65% – sostituzione di vecchio generatore con caldaia a biomassa

Interventi per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti: la sostituzione del vecchio generatore con una caldaia a biomassa

caldaia a pellet

caldaia a pellet

volete sostituire la vostra vecchia caldaia con una a biomassa (per esempio a pellet) e rientrare negli incentivi del 65% per la riqualificazione energetica? Prima di addentrarvi nella lettura del vademecum ricordo i tre punti fondamentali imprescindibili:

  1. alla data della richiesta di detrazione, deve essere “esistente”, ossia accatastato o con richiesta di accatastamento in corso;
  2. deve essere in regola con il pagamento di eventuali tributi;
  3. deve essere dotato di impianto di riscaldamento;

Inoltre devono essere rispettati i seguenti requisiti tecnici molto impegnativi che rendono necessaria una corretta valutazione della convenienza dell’intervento:

REQUISITI TECNICI SPECIFICI DELL’INTERVENTO:

l’intervento deve assicurare un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale non superiore ai valori limite riportati in tabella all’Allegato A di cui al DM 11.03.08

requisiti tabella allegato A DM 11.3.08

requisiti tabella allegato A DM 11.3.08

ed inoltre i seguenti requisiti:
a) un rendimento utile nominale minimo non inferiore all’85% (in base al punto 1 dell’Allegato 2 del D. Lgs. 28/2011). Riteniamo anche che esso debba essere conforme alla classe 5 di cui alla UNI-EN 303-5 2012, in quanto riteniamo che la classe 3 della vecchia norma corrisponda alla classe 5 della norma revisionata;
b) il rispetto dei criteri e dei requisiti tecnici stabiliti dal provvedimento di cui all’articolo 290, comma 4, del D. lgs. n°152 del 2006 (dal 29/3/2012, in base al punto 1 dell’Allegato 2 del D. Lgs. 28/2011);
c) conformità alle classi di qualità A1 e A2 delle norme UNI EN 14961-2 per il pellet e UNI EN 14961-4 per il cippato (dal 29/3/2012, in base al punto 2 dell’Allegato 2 del D. Lgs. 28/2011)

tabella 4a dlgs192-05

tabella 4a dlgs192-05

a) inoltre, per i soli edifici ubicati nelle zone climatiche C, D, E, F:
chiusure apribili ed assimilabili (porte, finestre e vetrine anche se non apribili), che delimitano l’edificio verso l’esterno o verso locali non riscaldati, devono rispettare i limiti massimi di trasmittanza di cui alla tabella 4a dell’Allegato C al D. Lgs. N°192 del 2005. La rispondenza ai requisiti di cui sopra deve essere riportata nell’asseverazione compilata dal tecnico abilitato e dichiarata nella richiesta di detrazione da trasmettere ad ENEA.

è un intervento che conviene?

A parere dello scrivente la detraibilità dell’intervento col 65% è parecchio complicata e attuabile solo con una serie di interventi di riqualificazione globale. Nulla vieta di installarsi una caldaia a biomassa  e non usufruire della detrazione del 65%, rendendo tutto più semplice. Oggi è molto di moda la cosiddetta caldaia a pellet, ma a parte la moda è da valutare bene se è conveniente e utile per il caso in esame il ricorso a questo tipo di tecnologia che spesso ha bisogno di un ulteriore canna fumaria e di altri interventi collaterali. Inoltre il costo del pellet è purtroppo in costante aumento.

Conviene? Non è una valutazione semplice e veloce, vi consiglio come sempre di rivolgervi a un tecnico e non subito a un venditore, magari a un termotecnico esperto di questa tecnologia che potrà forse consigliarvi qualcosa di più adatto al vostro caso, magari una pompa di calore a altro. Si potrebbe infatti scoprire che dopo aver riqualificato in modo consistente  la propria casa la caldaia a biomassa o a pellet ha una potenza esagerata rispetto alla richiesta e non conviene più.

cos’è la biomassa

La biomassa non è solo il pellet, ma qualsiasi combustibile di derivazione organica non fossile. E’ considerata energia rinnovabile perché è rigenerabile in tempi relativamente veloci. In pratica vengono utilizzati come combustibile per piccole caldaie a biomassa principalmente:

  • legno
  • cippato: legno sminuzzato spesso derivato da scarti di lavorazione
  • pellet: segatura essiccata e poi compressa

ma ci sono anche altri tipi di biomassa solo che non esistono caldaie utilizzabili per ambiti di tipo civile.

Riferimenti:

vademecum dell’agenzia delle entrate.

biomasse su wikipedia

principali combustibili a biomassa per caldaie di uso civile

65% – sostituzione di vecchio generatore con caldaia a condensazione

Interventi per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti: la sostituzione del vecchio generatore con una caldaia a condensazione

volete sostituire la vostra vecchia caldaia e rientrare negli incentivi del 65% per la riqualificazione energetica? Prima di addentrarvi nella lettura del vademecum ricordo solo due punti fondamentali imprescindibili:

  1. deve esserci un impianto esistente, quindi un effettiva sostituzione;

    valvola termostatica

    valvola termostatica

  2. se non ce le avete già ed è tecnicamente fattibile si devono montare le valvole temostatiche sui corpi scaldanti.

cos’è una caldaia a condensazione?

Non voglio addentrarmi in complicate descrizioni tecniche anche perché non è il mio campo e il rischio di dire cose sbagliate è sempre alto perciò cercherò di spiegarlo in termini semplici:

schema caldaia a condensazione

schema caldaia a condensazione

Una vecchia caldaia buttava fori i fumi ad alta temperatura perdendo un sacco di energia. Una caldaia a condensazione recupera questo calore fino a far condensare il fumo, facendo uscire del fumo quasi freddo, ottenendo per questo un rendimento molto più alto.

Il rendimento maggiore del 100% è in realtà un artificio commerciale dovuto al fatto che considera il potere calorifico inferiore del combustibile invece di quello superiore che viene sfruttato proprio in virtù della condensazione che recupera il calore latente.

Vediamo con l’aiuto del vademecum pubblicato del sito dell’ENEA le caratteristiche precise che deve avere quest’intervento:

REQUISITI GENERALI CHE L’IMMOBILE OGGETTO D’INTERVENTO DEVE POSSEDERE PER POTER USUFRUIRE DELLE DETRAZIONI:

  • alla data della richiesta di detrazione, deve essere “esistente”, ossia accatastato o con richiesta di accatastamento in corso;
  • deve essere in regola con il pagamento di eventuali tributi;
  • deve essere dotato di impianto di riscaldamento (come definito dalla nostra faq n° 37 che riportiamo qui sotto).

“Impianto termico è un impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore  nonché gli organi di regolarizzazione e controllo. Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento. Non sono  considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi per il riscaldamento localizzato ad energia radiante; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate”

  • in caso di ristrutturazione senza demolizione, se essa presenta ampliamenti, non è consentito far riferimento al comma 344, ma al singolo comma 347 e solo per la parte non ampliata.

REQUISITI TECNICI SPECIFICI DELL’INTERVENTO:

a) l’intervento deve configurarsi come sostituzione totale o parziale del vecchio generatore termico e non come nuova installazione; b) il nuovo generatore di calore a condensazione può essere ad aria o ad acqua. Inoltre, nel caso di impianto con potenza nominale al focolare minore di 100 kW: c) il generatore di calore deve avere un rendimento termico utile, a carico pari al 100% della potenza termica utile nominale, maggiore o uguale a 93 + 2logPn; d) –ove tecnicamente compatibili– devono essere installate valvole termostatiche a bassa inerzia termica su tutti i corpi scaldanti. Nell’impossibilità tecnica di installare questi dispositivi, occorre utilizzarne altri con le medesime caratteristiche (ossia di tipo modulante agenti sulla portata). Costituiscono eccezione gli impianti di climatizzazione invernale progettati e realizzati con temperature medie del fluido termovettore inferiori a 45°C. e) verifica e messa a punto del sistema di distribuzione. Invece, nel caso di impianti con potenza nominale del focolare maggiore o uguale a 100 kW, oltre ai precedenti requisiti: f) deve essere adottato un bruciatore di tipo modulante. g) la regolazione climatica deve agire direttamente sul bruciatore; h) deve essere installata una pompa elettronica a giri variabili.

ALTRE OPERE AGEVOLABILI:

assicurate le condizioni su esposte:

  • smontaggio e dismissione dell’impianto di climatizzazione esistente;
  • fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, delle opere idrauliche e murarie necessarie per la sostituzione a regola d’arte dell’impianto termico esistente con una caldaia a condensazione.

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA:

a) documentazione da conservare a cura del cliente:

Nel caso di impianti di potenza nominale del focolare non superiore a 100 kW:

  • asseverazione redatta da un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra o perito iscritto al proprio Albo professionale) attestante i requisiti tecnici di cui sopra;
  • in alternativa, certificazione dei produttori delle caldaie e delle valvole termostatiche a bassa inerzia termica (o di altro tipo di regolazione) che attesti il rispetto dei medesimi requisiti

N.B. In base alle disposizioni di cui al D.M. 6 agosto 2009, l’asseverazione può essere:

  • sostituita dalla dichiarazione resa dal direttore dei lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate (obbligatoria ai sensi dell’Art.8, comma 2, del D.Lgs. n°192 del 2005);
  • esplicitata nella relazione attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e relativi impianti termici (che ai sensi dell’Art.28, comma 1, della L. n°10 del 1991 occorre depositare presso le amministrazioni competenti).

Ed infine occorre conservare anche i seguenti documenti: di tipo “amministrativo”:

  • fatture relative alle spese sostenute;
  • ricevuta del bonifico bancario o postale (modalità di pagamento obbligata nel caso di  richiedente persona fisica), che rechi chiaramente come causale il riferimento alla legge finanziaria 2007, numero della fattura e relativa data, oltre ai dati del richiedente la detrazione e del beneficiario del bonifico;
  • ricevuta dell’invio effettuato all’ENEA (codice CPID), che costituisce garanzia che la documentazione è stata trasmessa. Nel caso di invio postale, ricevuta della raccomandata postale;

di tipo “tecnico”:

  • schede tecniche;
  • originali degli Allegati inviati all’ENEA firmati (dal tecnico e/o dal cliente);

b) documentazione da trasmettere all’ENEA

esclusivamente attraverso l’apposito sito web relativo all’anno in cui sono terminati i lavori (per il 2014: http://finanziaria2014.enea.it), entro i 90 giorni successivi alla fine dei lavori, come da collaudo delle opere. (La richiesta di detrazione può essere trasmessa ad ENEA anche oltre i 90 giorni, qualora sussistano le condizioni riportate nella nostra faq n°70 e si seguano le procedure in essa riportate):

  • Scheda informativa dell’intervento (Allegato E al D.M. 19/2/07), che può anche essere redatta dal singolo utente.

c) documentazione da trasmettere all’Agenzia delle Entrate:

  • Comunicazione, per i soli lavori che proseguono oltre il periodo di imposta.

65% – sostituzione di serramenti e infissi

Interventi per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti: la sostituzione di serramenti e infissi.

sostituzione di serramenti  infissi

sostituzione di serramenti infissi

Quali caratteristiche deve avere l’intervento di sostituzione di serramenti e infissi per essere agevolabile al 65? L’intervento è conveniente, si ammortizza in tempi brevi, è tecnicamente utile? Proverò con quest’articolo di dare qualche risposta a riguardo, sempre premesso il fatto che le opinioni sull’opportunità di un dato intervento edilizio a volte possono essere leggermente diverse

Dal sito ENEA vediamo come prima cosa i requisiti tecnici che deve avere l’edificio su cui andiamo a intervenire e l’intervento stesso, perché per esempio il mero inserimento di doppi vetri non è agevolabile al 65%.

REQUISITI GENERALI CHE L’IMMOBILE OGGETTO D’INTERVENTO DEVE POSSEDERE PER POTER USUFRUIRE DELLE DETRAZIONI:

alla data della richiesta di detrazione, deve essere “esistente”, ossia accatastato o
con richiesta di accatastamento in corso;

  • deve essere in regola con il pagamento di eventuali tributi;
  • deve essere dotato di impianto di riscaldamento (come definito dalla nostra faq n° 37).
  • in caso di ristrutturazione senza demolizione, se essa presenta ampliamenti, non è consentito far riferimento al comma 344, ma ai singoli commi 345, 346 e 347 solo per la parte non ampliata.

REQUISITI TECNICI SPECIFICI DELL’INTERVENTO:

  • l’intervento deve configurarsi come sostituzione o modifica di elementi già esistenti (e non come nuova installazione);
  • deve delimitare un volume riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati;
  • deve assicurare un valore di trasmittanza termica (Uw) inferiore o uguale al valore di trasmittanza limite riportato in tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010.
tabella tramittanze DM 6 gennaio 2010

tabella tramittanze DM 6 gennaio 2010

ALTRE OPERE AGEVOLABILI:

assicurate le condizioni su esposte:

  • scuri, persiane, avvolgibili, cassonetti (se solidali con l’infisso) e suoi elementi accessori, purché tale sostituzione avvenga simultaneamente a quella degli infissi (o del solo vetro). In questo caso, nella valutazione della trasmittanza, può considerarsi anche l’apporto degli elementi oscuranti, assicurandosi che il valore di trasmittanza complessivo non superi il valore limite di cui sopra.

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA:

a) documentazione da conservare a cura del cliente:

  • l’asseverazione redatta da un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra o perito) iscritto al proprio Albo professionale, nella quale deve essere indicato il valore di trasmittanza dei nuovi infissi (ricavato dalla documentazione tecnica in possesso del cliente o calcolato secondo le modalità indicate nella nostra faq n°39) e asseverato che tale valore rispetta il valore di trasmittanza limite riportato in tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010.
  • in alternativa, la certificazione del produttore dell’infisso che attesti il rispetto dei medesimi requisiti.

Inoltre:

un documento che attesti il valore di trasmittanza dei vecchi infissi (che può essere stimato anche in modo approssimativo, utilizzando l’algoritmo appositamente elaborato e posto al link “per i tecnici” del nostro sito), che può essere riportato:

  • all’interno della certificazione del produttore (di cui abbiamo già parlato), in una zona a campo libero;
  • in un’autocertificazione del produttore;
  • nell’asseverazione.

N.B. In base alle disposizioni di cui al D.M. 6 agosto 2009, l’asseverazione può essere:

sostituita dalla dichiarazione resa dal direttore dei lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate (obbligatoria ai sensi dell’Art.8, comma 2, del D.Lgs. n°192 del 2005);

esplicitata nella relazione attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e relativi impianti termici (che ai sensi dell’Art.28, comma 1, della L. n°10 del 1991 occorre depositare presso le amministrazioni competenti).

Ed infine occorre conservare anche i seguenti documenti:

di tipo “amministrativo”:

  • fatture relative alle spese sostenute;
  • ricevuta del bonifico bancario o postale (modalità di pagamento obbligata nel caso di richiedente persona fisica), che rechi chiaramente come causale il riferimento alla legge finanziaria 2007, numero della fattura e relativa data, oltre ai dati del richiedente la detrazione e del beneficiario del bonifico;
  • ricevuta dell’invio effettuato all’ENEA (codice CPID), che costituisce garanzia che la documentazione è stata trasmessa. Nel caso di invio postale, ricevuta della raccomandata postale;

di tipo “tecnico”:

  • schede tecniche;
  • originali inviati all’ENEA firmati (dal tecnico e/o dal cliente);
  • nel caso di interventi che non interessano singole unità immobiliari, dal 4 agosto 2013,
  • l’Attestato di Prestazione Energetica (A.P.E.). Per ulteriori informazioni, si rimanda alla nostra faq n°67.

b) documentazione da trasmettere all’ENEA:

esclusivamente attraverso l’apposito sito web relativo all’anno in cui sono terminati i lavori (per il 2014: http://finanziaria2014.enea.it), entro i 90 giorni successivi alla fine dei lavori, come da collaudo delle opere o nel caso di interventi di riqualificazione energetica di basso impatto (ad esempio la sostituzione di infissi), come da dichiarazione di conformità.

(La richiesta di detrazione può essere trasmessa ad ENEA anche oltre i 90 giorni, qualora sussistano le condizioni riportate nella nostra faq n°70 e si seguano le procedure in essa riportate):

1) solo nel caso di interventi in singole unità immobiliari, ossia univocamente definite al
Catasto urbano, tale documentazione consiste in:

  • Allegato F al “decreto edifici” che può anche essere redatto dal singolo utente;

2) in tutti i casi diversi da quelli di cui sopra (ad esempio, interventi che riguardano parti
condominiali), la documentazione è la seguente:

  • Attestato di qualificazione energetica, redatto da un tecnico abilitato, con i dati di cui all’Allegato A al “decreto edifici”;
  • Scheda descrittiva dell’intervento (Allegato E al “decreto edifici”);

c) documentazione da trasmettere all’Agenzia delle Entrate:

  • Comunicazione, per i soli lavori che proseguono oltre il periodo di imposta.

L’intervento di sostituzione dei serramenti è un intervento che conviene?

Dalla mia esperienza posso dire che l’intervento ai fini della riqualificazione energetica è in realtà non è efficacissimo, nel senso che la superficie dei serramenti negli edifici degli anni 60-70-80-90 , che sono per il 90% quelli su cui si va ad intervenire, è in proporzione a quella delle murature esterne piccola, per tanto è un intervento che a costi relativamente elevati (300-600 € al mq più o meno a seconda dell’intervento più iva e spese tecniche) con tempi di ammortamento relativamente lunghi.

Inoltre la mera sostituzione di serramenti porta a migliorare sensibilmente le caratteristiche delle finestre che spesso raggiungono trasmittanze migliori dei muri sulle quali le finestre stesse sono inserite, magari per le finestre arriviamo fra 1 e 1,5 W/m2K e per i muri abbiamo 1,7 W/m2K. Questo cosa comporta? La quasi sicura formazione di muffe sui muri freddi che diventano il punto preferenziale per la formazione di condensa superficiale. A parere mio è un intervento che non va effettuato da solo, ma insieme ad altri interventi.

I serramenti si vedono immediatamente, per cui in una casa che ha qualche anno sono un intervento che se è stato effettuato va a migliorare sicuramente l’aspetto estetico dell’immobile (finché non si forma la muffa) rendendolo più appetibile commercialmente. In realtà la sostituzione dei serramenti è intervento che se effettuato da solo può essere anche peggiorativo del comfort ambientale. Un intervento che a parere dello scrivente va effettuato solo insieme ad altre tipologie di intervento (per esempio coibentazione delle pareti, coibentazione dei cassonetti sostituzione caldaia, inserimento valvole termostatiche, controllo dell’umidità…).

Per approfondire

il vademecum enea su sostituzione di serramenti e infissi

articolo su questo blog

Altri incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti

Cosa fare per ottenere l’incentivo del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti?

L’agevolazione del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti

incentivo 65% riqualificazione energetica degli edifici esistenti

incentivo 65% riqualificazione energetica degli edifici esistenti

L’agevolazione del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti incentiva alcune tipologie di interventi ben precise che vanno ad incidere direttamente sul risparmio energetico. A volte mi capita che alcuni clienti vengano da me a chiedere l’incentivo del 65% per alcuni interventi che purtroppo non lo sono. La pubblicità in questo è un pò ingannevole e spesso lascia intendere che il semplice inserimento di uno strato isolante di qualsiasi spessore o la semplice installazione di un condizionatore (pompa di calore) dia accesso automatico all’incentivo del 65%.

E bene chiarire subito che non tutti gli interventi di risparmio energetico sono incentivabili al 65%, che non tutti gli inserimenti di materiale isolante sono incentivabili al 65% e che installare una pompa di calore o una caldaia a pellet non è sempre incentivabile al 65%.

Gli interventi per la riqualificazione energetica per poter accedere all’incentivo del 65% devono avere determinate caratteristiche minime, che dipendono dal tipo di intervento prospettato. inoltre il raggiungimento di questi requisiti tecnici prestazionali va documentato tramite invio all’ENEA degli allegati relativi all’intervento e per alcuni degli interventi previsti tramite la produzione da parte di un tecnico abilitato dell’attestato di qualificazione energetica (AQE) e dell’attestato di prestazione energetica (APE), inoltre i pagamenti vanno effettuati tramite apposito bonifico e conservata tutta la documentazione relativa all’intervento.

Questo per dire che l’accesso all’incentivo del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti non è ne semplicissimo, ne automatico, anche se con la consulenza di un tecnico non c’è nulla di drammatico, sempre ammesso che l’intervento effettuato abbia le caratteristiche tecniche minime necessarie.

Come sempre vi consiglio caldamente di rivolgervi prima al tecnico e solo in seconda fase di rivolgervi all’impresa che realizzerà l’intervento, perché spesso le imprese non conoscono i requisiti tecnici specifici che deve avere l’intervento per poter essere agevolabile al 65% e inoltre c’è molta ambiguità fra interventi agevolabili al 50% (ristrutturazione edilizia di edifici residenziali) e interventi agevolabili al 65% (riqualificazione energetica degli edifici esistenti), mentre l’accesso al primo tipo di incentivo è relativamente semplice, per il 65% le cose si complicano un pochino.

In questo articolo citerò solo gli interventi per ora incentivali per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti al 65%, in successivi articoli cercherò di scendere nel dettaglio:

Quali sono gli interventi incentivabili al 65% per la riqualificazione energetica?

Non tutti gli interventi di riqualificazione energetica sono agevolabili al 65%, ma solo quelli rientranti in questo elenco:

  1. sostituzione di serramenti e infissi;
  2. sostituzione di vecchio generatore con caldaie a condensazione;
  3. Installazione di generatore con caldaie a biomassa;
  4. installazione di pannelli solari;
  5. sostituzione di vecchio generatore con pompa di calore ad alta efficienza;
  6. coibentazione di pareti o coperture;
  7. riqualificazione globale.

è bene precisare inoltre che tutti questi interventi non sono incentivabili in quanto tali, ma solo se raggiungono determinati requisiti tecnici minimi che andremo a descrivere negli articoli successivi.

Per approfondire:

vedemecum ENEA per gli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti.

Ecco come richiedere l’IVA agevolata per i lavori edili

l’iva agevolata in edilizia

iva agevolata in edilizia

L’iva (imposta sul valore aggiunto) in Italia ha da tempo raggiunto la purtroppo ragguardevole percentuale del 22%. Per fortuna in edilizia esistono diversi casi per cui si può applicare un aliquota iva agevolata, al 10% e nel caso di prima casa, al 4%.
Un interessantissimo articolo di ediltecnico cerca di fare un pò di chiarezza sui casi nei quali si può applicare l’iva agevolata in edilizia:

Ecco come richiedere l’IVA agevolata per i lavori edili.

qui l’approfondimento sempre da ediltecnico:

http://www.ediltecnico.it/iva-agevolata-in-edilizia-al-4-e-al-10-la-guida-completa/

la guida dell’ANCE di Como che mi sembra molto esaustiva

Per essere sicuri ricorrete sempre al tecnico

In ogni caso vi consigliamo sempre di ricorrere all’ausilio di un tecnico abilitato, se volete potete rivolgervi direttamente a noi per una consulenza gratuita, per sapere se i vostri lavori hanno diritto all’applicazione di un aliquota iva a agevolata al 10% e magari ad altre agevolazioni fiscali come le detrazioni per i lavori di ristrutturazione (ora agevolabili al 50%) e per i lavori di riqualificazione energetica (ora agevolabili al 65%).

Quale spessore di cappotto isolante per il 65%?

Quale spessore di cappotto isolante per il 65% è necessario per ottenere l’incentivo fiscale?

schema di isolamento a cappotto

schema di isolamento a cappotto

Il titolo è ovviamente provocatorio e lo sa bene chi si occupa ci riqualificazione energetica in edilizia. Evidentemente, date le keyword attraverso cui molte persone arrivano su questo sito, il concetto non è così immediato per tutti, vediamo di chiarirlo, mi dispiace per chi credeva di trovare la risposta alla domanda del titolo entrando in questa pagina, purtroppo l’affermazione perentoria che dobbiamo fare è questa:

non esiste uno spessore di cappotto isolante che automaticamente ci permette di accedere alla detrazione fiscale del 65%

La grandezza che conta per la normativa è leggermente più complessa dello spessore di isolante, bisogna introdurre il concetto di trasmittanza termica.

La trasmittanza termica è in pratica una misura della capacità isolante (che tiene conto della difficoltà incontrata dal calore a passare dall’altra parte di tale partizione) di una chiusura sia essa opaca o trasparente, è evidente che se partiamo da una parete già termicamente buona il limite richiesto sarà più facile da raggiungere e quindi anche lo spessore di cappotto isolante da aggiungere sarà minore, se la parete da cui partiamo è molto scarsa è altrettanto evidente che dovremmo aggiungere più spessore di cappotto isolante.

Leggendo il vademecum riferito alla coibentazione presente sul sito dell’ENEA si trova questa nota:

REQUISITI TECNICI SPECIFICI DELL’INTERVENTO:
• l’intervento deve configurarsi come sostituzione o modifica di elementi già esistenti
(e non come nuova realizzazione);
• deve delimitare un volume riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati;
• deve assicurare un valore di trasmittanza termica (U) uguale o inferiore a quello
riportato in tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010.

si fa fa espressamente riferimento a una tabella, questa:

tabella tramittanze DM 6 gennaio 2010

tabella tramittanze DM 6 gennaio 2010

 

 

 

 

Il calcolo ora è solo una questione matematica e si possono trovare diversi tool in rete che permettono di ricavare la trasmittanza con una data stratigrafia. Ho parlato in altri articoli di come si raggiunge questo limite, di quanto c’è da spendere e del tempo (approssimativo) di ammortamento dell’investimento per chi vuole approfondire ecco i link:

detrazione del 65%, esempio di isolamento a cappotto in condominio

piano di ammortamento ipotesi di isolamento a cappotto col 65% per un condominio

Il nostro studio è a disposizione per sopralluoghi e studi di ipotesi di intervento e ammortamento personalizzati ed è inoltre in grado di eseguire tutte le pratiche autorizzative necessarie presso il comune e presso ENEA per accedere all’incentivo del 65%.

contattateci al 340/826122 o allo 0524/452079 o scrivendo su studiopedroni@gmail.com

proroga detrazioni 50% e 65% fino al 31 dicembre 2014

proroga detrazioni 50% e del 65%

detrazioni fiscali 50%

detrazioni fiscali 50%

Possiamo dirlo, è ufficiale, le detrazioni del 50% per le ristrutturazioni edilizie delle abitazioni e per il 65% per la riqualificazione energetica sono state prorogate per tutto il 2014, una bella boccata di ossigeno per un settore, quello delle costruzioni che forse più di tutti sta risentendo dell’attuale crisi economica.

Ecco i links ufficiali tratti dal sito dell’agenzia delle entrate:

detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie delle abitazioni residenziali

detrazione del 65% per la riqualificazione energetica

Il nostro studio svolge per voi le pratiche necessarie per ottenere la detrazione e vi offre consulenze gratuite a riguardo.

Rivolgetevi sempre prima e non dopo ad un tecnico!

incentivi fiscali del 65%

incentivi fiscali del 65%

Come sempre vi consigliamo, prima di intraprendere un lavoro di ristrutturazione sul vostro immobile o un lavoro di riqualificazione energetica di rivolgervi a un tecnico per una consulenza. Non tutti i lavori infatti hanno diritto agli incentivi e un tecnico è la persona migliore che vi può indirizzare su come fare al meglio le cose e che interventi è meglio fare. Aggiustare la cose una volta fatti i lavori purtroppo spesso non è possibile, inoltre ottenere gli incentivi senza una regolare pratica autorizzativa è spesso impossibile oltre che mettervi a rischio di sanzioni amministrative e in alcuni casi penali.