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Il certificato energetico va sempre allegato – Il Sole 24 ORE

Un articolo semplice semplice del sole 24 ore che spiega cos’è un APE (il vecchio ACE)

Il certificato energetico va sempre allegato – Il Sole 24 ORE

Il concetto come espresso in altri articoli è molto semplice e se L’APE (o ACE, per adesso non c’è differenza) è attendibile esso fornisce un valido strumento che ci da il consumo energetico di un immobile.

Stiamo attenti ai certificati energetici (ACE o APE che dir si voglia) fatti con superficialità che ci danno un EPI o una classe energetica del tutto inattendibili, si configurano delle vere e proprie truffe. Personalmente faccio sempre quando possibile una verifica sulle bollette per vedere se le ipotesi che ho fatto sono coerenti con la situazione reale.

Il problema dei certificati energetici  scadenti

Purtroppo ho potuto notare che i certificati energetici eseguiti peggio sono quelli degli edifici o appartamenti nuovi. Non saprei dire con precisione qual’è la causa scatenante di questi errori, possiamo forse parlare di una concorrenza di cause:

  1. la sottovalutazione dell’importanza dell’ACE o APE da parte di costruttori, compratori e anche tecnici. Questa sottovalutazione porta ad attestati pagati poco e quindi eseguiti in fretta, senza i dovuti sopralluoghi, che portano ad un attestato del tutto inservibile.
  2. Le modifiche progettuali in fase esecutiva. Spesso mi è capitato di vedere che alcune imprese tendono a fare in fase esecutiva alcune modifiche che risultano molto incisive sulla degradazione della prestazione energetica. Come ponti termici non corretti, uso di un materiale diverso, cappotto che in alcuni punti non viene posato perché complicato e così via. Il certificatore che è pagato 100 € ad appartamento spesso non verifica la corretta esecuzione del progetto, per tanto va a certificare un appartamento sostanzialmente diverso da quello effettivamente costruito.
  3. Groupon e simili. Non è concepibile che si vendano attestati di certificazione energetica a 39 € o simili su groupon. è inconcepibile e deleterio per la qualità della prestazione, per la dignità professionale e per il compratore che si ritrova in mano un inutile pezzo di carta.
  4. La mancanza di un vero e proprio sistema sanzionatorio. Purtroppo finché non esistono chiare sanzioni per professionisti che redigono ACE sballati e costruttori che vendono case con prestazioni diverse da quanto dichiarato in ACE è tutto molto aleatorio. L’ACE è un costo per chi vende, ma uno strumento semplice ed eccezionale (se fatto bene) per chi compra.
  5. La mancanza di una giurisprudenza. Quando inizieranno le prime cause e i giudici puniranno severamente quella che è una vera e propria truffa (magari non sempre consapevole) forse le cose cambieranno e verrà riservata maggiore attenzione da parte di tecnici e costruttori a questo “pezzo di carta”.
  6. La mancanza di cultura del risparmio energetico. Bisognerebbe dare un informativa a chi compra casa per fargli capire cos’è l’ACE, per dire chiaro e tondo in euro quanto si può risparmiare con un certo EPI piuttosto che un altro, le persone in generale non sanno ancora cosa vuol dire la certificazione energetica e le case si comprano ancora con criteri diversi dal risparmio energetico, che invece dovrebbe essere uno dei primi fattori ad essere valutato.

Una formula semplice semplice per capire cos’è un certificato energetico:

E ora una piccola formula empirica (tutti questi dati si trovano in un ACE e APE) per capire cosa significa la certificazione energetica:

((EPIi+EPacs) x mq riscaldati)/10 = m3 di gas consumati in un anno.

Qui in Emilia Romagna 1 m3 di gas costa circa 1 €.

n.b.: Non è una formula matematica precisa, ma fornisce un ordine di grandezza.

Tanto per chiarire, ora vediamo l’ applicazione di un caso reale che mi è capitato:

Prima una premessa: confrontare i dati di un APE con i consumi reali è un operazione in realtà non corretta perché l’APE è un calcolo convenzionale effettuato in condizioni standard e quindi non reali, in realtà l’analisi dei consumi reali andrebbe fatta con un’altra operazione, la diagnosi energetica, ma qui facciamo solo delle speculazioni accademiche solo per capire il significato dei numeri.

ACE villa singola degli anni 90 a Fidenza

ACE villa singola degli anni 90 a Fidenza

Questo è un ACE che ho redatto per una villa unifamigliare singola degli anni 90 costruita a Fidenza. Non una villa costruita in modo scadente, ma una villa come se ne costruivano tante in quegli anni. Come possiamo vedere ingrandendo l’immagine:

Epi+Epacs=217,44 kWh/m2 annuo.

S riscaldata= 188,96m2

Applichiamo la formulina= 217,44×188,96/10= 4108,75

Il che vuol dire che questa villa secondo la certificazione energetica nelle condizioni standard per la quale la certificazione è stata ricavata, spende circa 4000 € per il riscaldamento ogni anno (dato che ho poi verificato studiando le bollette gentilmente fornitemi dal proprietario).

Se fosse, non dico tanto ma a metà della classe B spenderebbe circa: 50×188,96/10= 944,8 ovvero un quarto.

Come diceva qualcuno: “meditate gente, meditate”.

il punto sulla certificazione energetica in provincia di Parma

Riportiamo il testo integrale di un articolo apparso sulla gazzetta di Parma il 3 aprile 2013 che prova a fare il punto sulla certificazione energetica in provincia di Parma:

http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/181213/Certificazioni_energetiche:_Parma_quinta_in_regione_Ma_la_classe_A_resta_lontana.html

esempio certificazione energetica

esempio certificazione energetica

Da fine 2008, anno in cui è entrata in vigore la nuova normativa sulla certificazione energetica degli edifici, a fine 2012, sono 23.854 gli attestati rilasciati nella provincia di Parma (pari all’8,9% sul totale), il che colloca la provincia al quinto posto nella classifica regionale. L’obiettivo di avere un parco immobiliare altamente efficiente è però ancora lontano, dato che il 47,3% degli edifici è stato classificato come poco performante (classi G e F), mentre solo il 10% degli edifici certificati nella provincia rientra nelle categorie ad alte prestazioni per quanto riguarda i consumi (ovvero A+, A e B): un risultato, quest’ultimo, che seppur basso risulta superiore alla media regionale che è dell’8%. Questi i dati elaborati da Senaf in occasione di Proenergy+ – l’evento professionale dedicato all’efficienza energetica e alle energie rinnovabili che si terrà a PadovaFiere dall’11 al 13 aprile – su base dei dati forniti dall’Ufficio Energia della Regione Emilia Romagna.

Tornando ai dati, risulta piuttosto evidente che a Parma gli edifici non possano dirsi ‘risparmiosi’. Ben il 33% degli immobili per cui è stata rilasciata la certificazione risulta essere registrato in classe G, e il 14,3% in classe F: un dato che, per quanto negativo, permette però alla provincia di ‘fare meglio’ rispetto a Ferrara (la provincia con il risultato peggiore in Regione), Modena, Bologna, Piacenza e Reggio Emilia.
Guardando alle certificazioni ottenute per edifici altamente performanti, a Parma solo il 7,4% degli immobili ha ottenuto la certificazione energetica classe B, il 2% ha ottenuto quella classe A e un piccolissimo 0,6% quella A+. Un dato che proviene in gran parte dalle ‘nuove costruzioni’, e che evidenzia perciò la necessità di puntare maggiormente su politiche che incentivino la riqualificazione energetica sul patrimonio già esistente; il risultato è comunque superiore alla media regionale: in Emilia Romagna è il 6,1% degli edifici certificati ad avere la classe B, mentre solo l’1,6% come A e lo 0,32% è stato certificato come classe A+. In Regione, però, Rimini (la provincia con il risultato regionale migliore) e Forlì-Cesena ‘fanno meglio’ di Parma.

Analizzando, invece, la provenienza delle domande si vede che, a Parma, la maggior parte di quelle concesse, proviene dal segmento del residenziale (88,3%), mentre il restante 11,7% dal non residenziale.
Contenuta nel decreto ministeriale del giugno 2009, a sua volta recepimento di disposizioni europee del 2002, la certificazione energetica attesta il rendimento energetico di un edificio, cioè il fabbisogno annuo di energia necessaria per soddisfare i servizi di climatizzazione invernale ed estiva, il riscaldamento dell’acqua per uso domestico, la ventilazione e l’illuminazione. A partire dal 1° gennaio 2012, essa è obbligatoria non solo per gli edifici di nuova costruzione e nei casi di ristrutturazione, ma anche nel caso in cui un immobile (o una sua parte) venga messo in vendita o dato in locazione: un obbligo ancora poco recepito in Italia, se si considera che, come affermano alcune recenti rilevazioni, sono in regola solo il 53% degli annunci di vendita e appena il 37% di quelli in affitto. In Emilia Romagna la certificazione di un edificio all’interno di una classe è fissata all’interno di un decreto regionale del 2008 che stabilisce i seguenti limiti di consumo: un edificio sarà in classe A+ se consuma un massimo di 25 kWh/anno, in classe A se il consumo è compreso tra i 25 kWh/anno e i 40 kWh/anno, in classe B se il consumo oscilla tra i 40 kWh/anno e i 60 kWh/anno, in classe C se tra i 60 kWh/anno e gli 90 kWh/anno, in classe D se tra gli 90 kWh/anno e i 130 kWh/anno, in classe E se tra i 130 kWh/anno e i 170 kWh/anno, in classe F se tra i 170 kWh/anno e i 210 kWh/anno, mentre in classe G se consuma più di 210 kWh/anno.

Per rendere più efficiente un edificio e farlo ‘passare’ ad una classe energetica più performante, è necessario perciò ridurne i consumi, migliorando la resa degli impianti, coibentando pareti e tetti, scegliendo le tecnologie più efficienti, ma soprattutto studiando la migliore integrazione tra impianto ed involucro. Proprio queste tematiche saranno al centro di Proenergy+ e del ricco programma di iniziative speciali e convegni in calendario, che permetterà agli operatori di aggiornarsi sulle novità tecnologiche e legislative. L’aspetto formativo ha, infatti, una forte rilevanza all’interno della manifestazione: particolarmente interessanti in questo senso sono le Piazze dell’Eccellenza, in cui l’aggiornamento si declina in incontri a ciclo continuo, che vanno a comporre un programma di assoluto livello sui temi delle tecnologie ad alta efficienza energetica, dell’utilizzo di fonti rinnovabili e dell’evoluzione dell’involucro edilizio. In Come si installa/Come si usa verranno realizzate prove pratiche per esemplificare come si installano e come si usano in modo ottimale i prodotti e le tecnologie per la resa energetica degli edifici, mentre nell’Arena Progettazione Integrata, attraverso le best practice, si sottolineeranno i prossimi sviluppi nell’interazione tra i componenti di involucro evoluto, impianti tecnici ed energie rinnovabili.

A queste osservazioni riportate dalla Gazzetta di Parma aggiungiamo le nostre:

  • purtroppo la certificazione è un dato che molti acquirenti non considerano in fase di acquisto e che invece dovrebbe essere attentamente valutato. Se prendiamo come riferimento una villa unifamigliare possiamo approssimare che per il riscaldamento se di troviamo in classe F (cosa comunque per edifici degli anni 90) spenderemo circa 4000 € l’anno (il che può voler dire l’1% circa del valore dell’edificio ogni anno), se invece siamo in classe A spenderemo circa 800 € l’anno. Una bella differenza.
  • Purtroppo per gli edifici nuovi non c’è il riferimento delle bollette del gas, per cui dovremmo fidarci della certificazione energetica, se essa non è stata fatta con criterio, o non sono stati adottati correttamente gli accorgimenti previsti in fase progettuale ci troveremo di fronte a una certificazione del tutto inattendibile.
  • non fidatevi di chi vi propone certificazioni a costi irrisori e senza sopralluogo, la certificazione è una valutazione che necessita di adeguata attenzione e professionalità, un costo inadeguato vuol dire una prestazione inadeguata, diffidate di chi vi offre certificazioni a meno di 200/250 € che a parere dello scrivente sono il minimo per garantire una prestazione attendibile e veritiera. Ne abbiamo parlato anche qui.
  •  Nel 2020 entrerà in vigore  Direttiva 2010/31/UE che obbligherà tutti gli edifici di nuova costruzione ad essere a energia quasi zero. Questo vuol dire che un edificio in classe A sarà comunque un edificio obsoleto dopo il 2020. Cosa vuol dire edificio a energia quasi zero? Ne abbiamo parlato qui.

Certificazione energetica degli edifici in Emilia Romagna

Cos’è la certificazione energetica degli edifici?

esempio certificazione energetica

esempio certificazione energetica

La certificazione energetica è una procedura di valutazione prevista in prima accezione dalle direttive europee 2002/91/CE e 2006/32/CE che in Italia e in particolare in Emilia Romagna se poniamo l’attenzione a questo territorio, si riferisca al complesso delle operazioni svolte, dai soggetti a ciò abilitati, per il rilascio dell’attestato di certificazione energetica detto anche ACE.

Attualmente in regione Emilia Romagna la normativa in vigore è la DAL 156/08 successivamente modificata dalla DGR 1366/2011. La normativa regionale dell’emilia romagna come metodo di calcolo per l’indice di prestazione energetica fa riferimento alle norme UNI TS 11300, in particolare fino ad oggi sono state pubblicate (dal sito CTI):

UNI TS 11300-Parte 1 (pubblicata a maggio 2008 e attualmente in revisione – disponibile errata corrige del 2010): Determinazione del fabbisogno di energia termica dell’edificio per la climatizzazione estiva ed invernale.

UNI TS 11300-Parte 2 (pubblicata a maggio 2008 e attualmente in revisione – disponibile errata corrige del 2010): Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria.

UNI TS 11300-Parte 3 (pubblicata a marzo 2010 e attualmente in revisione): Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione estiva.

UNI TS 11300-Parte 4 (pubblicata il 10 maggio 2012): Utilizzo di energie rinnovabili e di altri metodi di generazione per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria

Il metodo di calcolo della prestazione energetica edotto dalle norme uni sopracitate si basa su delle condizioni al contorno che servono per rendere confrontabili fra di loro le prestazioni di ogni edificio.Il metodo è quindi convenzionale e non fornisce consumi reali a meno di non mettersi nelle stesse identiche condizioni al contorno il che è in pratica impossibile dato che il ogni stagione è di per se variabile, l’impianto di riscaldamento viene spesso fatto funzionare in modo ondulatorio, accendendolo e spegnendolo e così via…

tanto per chiarire il concetto, se fa un inverno terribilmente freddo, che va a sballare completamente i gradi giorno previsti per la zona, o dentro all’unità immobiliare abita una vecchina cui piace tenere 25° in casa avremo valori ovviamente molto diversi fra consumi reali e consumi da certificazione.

Attualmente la certificazione energetica valuta SOLO la prestazione invernale (consumo per riscaldamento e consumo per la produzione di acqua calda) degli edifici che divide le prestazioni degli edifici in una scala simile a quella da tempo utilizzata per gli elettrodomestici. In ambito residenziale, in Emilia Romagna la classificazione è questa (unità di misura kWh/m2 annuo):

Classificazione energetica in emilia romagna

Classificazione energetica in emilia romagna

essere quindi nella famosa classe A vuol dire avere una casa che in teoria dovrebbe consumare fra 25 e 40 kWh/m2 annuo di energia, EPtot sta per indice di prestazione energetica totale, fatto per ora da EPi (invernale) e EPacs (acqua calda sanitaria). L’ultima classe contemplata è la G che ha un EP> di 210, il che vuol dire quasi 10 volte una classe A. Ovvio intuire che una casa in classe A (ammesso che sia una classe A realmente costruita come tale e non solo sulla carta come purtroppo accade) sarà molto meno dispendiosa di una casa in classe G, come lo sono molte case costruite prima degli anni 90.

C’è un modo per convertire i kwh in m3 di gas?

si ed è abbastanza facile, anche se come detto dato che ci riferiamo a un metodo di calcolo convenzionale potrebbe essere fuorviante, possiamo usare questa tabella presa dalla guida per il cittadino alla certificazione energetica:

tabella di conversione dei consumi da kwh/m2 annuo in m3 di metano

tabella di conversione dei consumi da kwh/m2 annuo in m3 di metano

la condizioni standard della certificazione energetica

Bisogna ben tener presente che la certificazione energetica si basa su un consumo standard dell’edificio ovvero 20°C di temperatura interna mantenuta costante nelle 24 ore per tutta la stagione ad una temperatura esterna media data dai Gradi Giorno standard, se varia la temperatura interna e l’inverno non è molto “standard” le condizioni cambiano. Inoltre la certificazione si basa su un anno standard stabilito dalla norma che non esiste nella realtà. Questo per dire che confrontare un APE con i consumi reali è un operazione non proprio corretta e che può portare a conclusioni fuorvianti.

quando è necessario fare la certificazione energetica:

secondo la DAL 156/08 la certificazione è obbligatoria:

  • Gli interventi quali: edifici di nuova costruzione ed impianti in essi installati, demolizione totale e ricostruzione degli edifici esistenti, interventi di ristrutturazione integrale di edifici esistenti di superficie utile superiore a 1000 metri quadrati;
  • agli edifici e alle singole unità immobiliari, nel caso di trasferimento a titolo oneroso;
  • agli edifici e singole unità immobiliari soggetti a locazione;
  • L’attestato di certificazione energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare interessata è necessario per accedere agli incentivi ed alle agevolazioni di qualsiasi natura, come sgravi fiscali o contributi a carico di fondi pubblici o della generalità degli utenti, finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche dell’unità immobiliare, dell’edificio o degli impianti. Sono in ogni caso fatti salvi i diritti acquisiti ed il legittimo affidamento in relazione ad iniziative già formalmente avviate a realizzazione o notificate all’amministrazione competente
  • Secondo art.13 del dlgs.28/2011 L’ACE è ora obbligatorio in caso di vendita, locazione o anche di annuncio commerciale di vendita. Quindi gli annunci immobiliari che riportano frasi del tipo: “prestazione energetica in fase di determinazione” o “immobile non soggetto all’obbligo di presentazione di certificazione energetica”  stanno palesemente violando la normativa, il problema che non è per ora prevista una sanzione, il che fa abbastanza sorridere.

la sottovalutazione delle certificazioni energetiche

la mercificazione delle certificazioni energetiche

in rete si trovano vignette che ben testimoniano la mercificazione avvenuta delle certificazioni energetiche e di come nulla sia stato fatto per arginare il fenomeno

Molti siti internet offrono certificazioni energetiche di dubbia qualità a prezzi insostenibili per un lavoro fatto seriamente. Una certificazione energetica deve essere sempre preceduta da un sopralluogo nel quale il certificatore verifica quanto rilevabile in sito per il calcolo, dopodichè inserisce i dati nel software che eseguirà il calcolo e ne verifica i risultati, poi inserisce i dati sul sito della regione e certifica di aver eseguita la procedura correttamente. Il tutto comporta come minimo una giornata di lavoro a cui vanno aggiunte le spese sostenute per viaggio, ammortamento del software, assicurazione professionale e alto. Certe cifre che si vedono su internet purtroppo non possono essere garanzia di serietà per un operazione come la certificazione che dovrebbe essere un indice attendibile per il consumo di un edificio. Per esempio sto verificando per il mio appartamento che il consumo reale è il triplo di quello previsto in certificazione, nei prossimi giorni eseguirò il calcolo per capire se c’è errore o malafede, ma in ogni caso voglio andare in fondo alla cosa.

considerazioni generiche sui gruppi di acquisto di valenza generale.

Probabilmente quando inizieranno delle cause legali a causa di certificazioni energetiche eseguite coi piedi, le cose cambieranno.

Links di appofondimento sulla certificazione energetica degli edifici in emilia romagna:

Ermes energia

FAQ su certificazione energetica in Emilia Romagna

approfondimenti e precisazioni

Richiesta preventivi e approfondimenti:

Il nostro studio si occupa di certificazioni energetiche in Emilia Romagna nella zona di Parma, Fidenza e dintorni. Nel caso aveste bisogno di un preventivo gratuito per una certificazione energetica, oppure aveste delle domande o richiesta, contattate senza impegno lo studio Pedroni o compilate il modulo sottostante:

Come si esce dalla crisi dell’edilizia?


Queste poche riflessioni non vogliono essere una soluzione alla crisi dell’edilizia che perdura in modo grave almeno dal 2008, ci mancherebbe altro, non ho ne la presunzione e non possiedo nemmeno l’esperienza che mi permetta di trovare formule magiche, questa è una capacità che lascio ad alcuni dei cosiddetti “politici” che si presentano alle imminenti elezioni politiche che in quanto a facili soluzioni e slogan sono degli esperti.

La crisi che oggi sta attraversando l’edilizia non è di facile ne breve soluzione, se e quando si uscirà da questa crisi probabilmente l’edilizia ne uscirà profondamente trasformata. Tale crisi è solo una parte della crisi economica in corso e se è innegabile che alcuni dei fattori di questa crisi siano esterni, dovuti al fatto che per esempio le persone oggi a causa della perdita o del calo del lavoro non hanno denaro per investimenti immobiliari o a causa del fatto che le banche sono molto più restie nel concedere mutui, ma ci sono delle componenti interne a mio parere innegabili.

Si costruiscono edifici già vecchi?

Oggi ci sono dei cantieri, alcuni di quei pochi rimasti aperti, che costruiscono condomini in classe energetica C calcolata, il che forse può voler dire che se ci andiamo a vedere dentro in modo approfondito scopriamo magari di essere in D o peggio. Questo è inconcepibile, non solo ragionando con una mentalità ecologista acritica, ma anche e sopratutto per ragioni commerciali ed economiche. Chi costruisce edifici in classi energetiche che rientrano appena nella normativa, per risparmiare una cifra in realtà relativamente piccola nel 2013, si da la zappa sui piedi.  Le persone hanno ormai imparato una parola magica che si chiama “classe energetica”, e ancora di più hanno imparato un’altra parola magica, ovvero “classe A”. Magari non sanno bene che cos’è, ma una certificazione in classe A oggi ha il suo peso commerciale e fra 2 case di nuova costruzione simili, una in classe A e una in classe C se la differenza di prezzo è minima, cosa che spesso accade, la scelta è orientata senza dubbio verso la prima.

La certificazione energetica in Emilia Romagna.

Facciamo una piccola premessa… Intanto bisogna aver ben chiaro cosa si intende in Emilia Romagna per classe energetica. Oggi la classificazione energetica in Emilia Romagna si basa sull’ EP tot, ovvero l’indica di prestazione energetica totale che è calcolato come somma dell’ EPi (consumo per il riscaldamento invernale) e dell’ EPasc (acqua calda sanitaria), in futuro saranno compresi anche EPe (regime estivo) e EPill (illuminazione). Questo EPtot che si misura in kWh/m2 annuo, ovvero il consumo energetico per ogni m2 in un anno e stato poi suddiviso in classi, la classe A vuol dire che il nostro edificio nelle condizioni standard previste dal metodo di calcolo consumerà meno di 40 kWh/m2 annuo.

La certificazione energetica, se fatta bene, il che non è sempre vero (su siti come groupon si possono trovare certificazioni a cifre attorno ai 50 € che se facciamo almeno un sopralluogo e le cose fatte con un minimo di criterio non garantiscono nemmeno la copertura dei costi vivi e che quindi a meno di lavorare in perdita sono chiaramente al limite della truffa) ci da questo indice che ci dice che la nostra casa in inverno consuma una certa quantità di energia, ma non ci dice quasi nulla sul consumo estivo e nulla sul comfort termo-igrometrico.

La direttiva 2010/31/UE che dovrà essere recepita dall’Italia dice invece un altra cosa, che costituirà una rivoluzione, sempre che non venga derogata dall’Italia pena il pagamento di sanzioni, ovvero che entro il 2021 lo standard edifici a energia quasi zero sarà un obbligo per tutti gli edifici.

Ad oggi mancano mancano 8 anni a questa scadenza e ancora si costruiscono case nuove in classe C.

La cosa si commenta da sola. Stanno costruendo molto probabilmente del futuro invenduto.

Se qualcuno vuole sperare di vendere prima o poi le case che sta costruendo oggi dovrebbe probabilmente costruirle con standard più restrittivi della classe A che va tanto di moda ora, perché l’odierna classe energetica A fra poco verrà superata dagli eventi, diventando in brevissimo tempo obsoleta e priva di significato, dato che un edificio ad energia quasi zero non consuma in pratica nulla. Si può arrivare addirittura a case che producono più energia di quella di cui hanno bisogno, le cosidette case attive

Per uscire dalla crisi dell’edilizia, anche se questo non è sicuramente l’unico modo, bisogna iniziare a progettare in modo più consapevole e più sostenibile, e possibilmente ragionando su edifici energeticamente indipendenti, che oggi sono sicuramente commercialmente più appetibili.

Chi ha i soldi è disposto a spendere qualcosa in più se è dimostrato che in pratica non pagherà più le bollette per riscaldamento e raffrescamento e per scaldare l’acqua calda.

Per chi non li ha, be il problema purtroppo non dipende dall’edilizia e sarà il prossimo governo a dover trovare le risposte, dato che la politica dell’austerity non ha dato le risposte sperate, ma ha fatto diventare la crisi ancora peggiore.

Un altro problema è quello dell’invenduto.

Non in tutti i casi ma quasi quest’invenduto non è mai stato abitato ed è tecnologicamente vecchio, magari in classe D o E. Bisognerà studiare delle metodologie per portarlo almeno in classe A, altrimenti proporre forti sconti, incentivi, in caso contrario questi edifici sono destinati a rimanere disabitate cattedrali nel deserto.

la riqualificazione del patrimonio esistente

In Italia esiste un grandissimo patrimonio di edifici costruiti fra gli anni 50 e gli anni 90 che necessitano di una riqualificazione. Gli incentivi del 50% per le ristrutturazioni sono un buono strumento, ma vanno potenziati, levarli o ridurli come ventilato vorrebbe dire dare il colpo di grazia all’edilizia e al suo indotto, bisognerebbe anzi potenziarli. sarebbe bello introdurre degli strumenti speciali per chi si incarica di ristrutturare un intera palazzina oggi disabitate o chi si accolla un cantiere abbandonato. Purtroppo sono casi sempre più presenti.

fermare le speculazioni

Credo che sia necessario inoltre fermare la pericolosa catena “speculazioni edilizie-oneri di urbanizzazione” che tanto ha rovinato il nostro territorio e l’assetto idrogeologico, senza contare l’abusivismo edilizio. Questi fenomeni oltre a produrre edilizia spesso scadente sono un danno evidente che va fermato a tutti i costi. Se non ci vogliamo ritrovare tutti gli anni a contare quanto territorio abbiamo perso in un caso e quanti morti ci sono stati nell’ultima alluvione o nell’ultimo sisma bisogna fare qualcosa. Per questo oggi sono necessarie delle modifiche normative che proteggano il territorio, diano dei precisi riferimenti per le riqualificazioni e bloccare ogni condono edilizio che stimola la ripresa dell’abusivismo, con anche un danno diretto allo stato che oltre che perdere territorio non incassa gli oneri comunali.

E’ inoltre evidente il fatto che quartieri lasciati incompiuti, nonostante l’incasso di parte degli oneri di urbanizzazione da parte di un comune siano un danno per le casse comunali. Si creano infatti nuove urbanizzazioni che il comune deve mantenere in buono stato e non si incamerano gli introiti dovuti a IMU (le imprese non la pagano sull’invenduto), utenze e tarsu, più tutto l’indotto che un nuovo abitante del quartiere crea. Si genera in pratica nuova spesa, col piccolo guadagno iniziale della quota oneri che non dovrebbe giustificare in nessun modo un immotivato spreco di territorio non urbanizzato.

Fermare l’edificazione selvaggia farebbe riacquistare valore agli immobili esistenti e riaccenderebbe il mercato delle ristrutturazioni, portando a parere dello scrivente vantaggi al comparto dell’edilizia.