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La casa antisismica for dummies

bunker

bunker

Con quest’articolo vorrei provare a spiegare ai non addetti ai lavori in modo elementare alcuni concetti in realtà ben più complessi che meriterebbero un maggior approfondimento. Non ha nessuna pretesa di essere un articolo scientifico. Il fatto è che mi sono accorto, dato il mio lavoro di tecnico che lavora nell’ambito dell’edilizia, che in generale le persone non hanno chiaro il concetto di cosa sia un edificio antisismico, a causa spesso dei fraintendimenti e delle erronee interpretazioni che danno i mezzi di comunicazione.

La casa antisismica

Dopo ogni terremoto di forte itensità la gente si stupisce del fatto che alcune case crollino, che ci siano purtroppo dei morti e parte la ricerca spasmodica dei colpevoli, ed è purtroppo diffusa la credenza fra chi non si occupa di ingegneria antisismica o di costruzioni in generale che una casa antisismica sia una sorta di bunker indistruttibile che quando viene un terremoto non mostra neanche una crepa.

In realtà purtroppo non è così.

Facendo un paragone con le auto proviamo a pensare ai crash test. Quando una moderna auto va contro un muro si deforma talmente tanto che la dobbiamo buttare, ma gli occupanti però si salvano la vita.

Una casa antisismica funziona più o meno allo stesso modo. E’ una casa fatta in modo da assorbire in modo intelligente l’azione sismica, è una casa che quindi si lesiona, anche parecchio a seguito dell’azione sismica, ma è una casa che non uccide gli occupanti. Questo deve essere un concetto chiaro. Se arriva un grande terremoto (e anche sulla definizione di che cosa sia un grande terremoto si potrebbe parlare per un bel pò di tempo) non c’è casa antisismica che tenga, avremo grandi danni, e perdita di funzionalità significativa, più difficilmente il crollo.

Cosa ha di particolare una casa antisismica rispetto a una casa non antisismica? Intanto bisogna chiarire cosa intendiamo per casa antisismica. Riferendoci all’ultima normativa in vigore in Italia, ovvero le NTC2008 e s.m.i., diciamo che una casa antisismica è un casa progettata nel rispetto di questa normativa.

la duttilità strutturale

Il criterio principale su cui si basa la moderna scienza del costruire è la “duttilità strutturale”. Una struttura che risponde a questo criteri è una  struttura che in seguito ad una grossa azione sismica si deforma, si plasticizza e infine si “rompe bene”, ovvero si comporta in modo duttile e in un modo che lo strutturista ha predeterminato grazie alla “gerarchia delle strutture”. La differenza fra una rottura fragile e una rottura duttile è in buona sostanza la velocità con cui un elemento strutturale si rompe. Se la rottura è fragile è pericolosa perché non ha segni di avvertimento chiaramente individuabili, se la rottura è duttile è una rottura preferibile perché si manifesta con dei segni premonitori e la struttura può ancora reggere i carichi statici prima di collassare definitivamente.

Tornando alla considerazione iniziale, a seconda dell’intensità del sisma e premesso il fatto che molte volte sono stati compiuti errori madornali, e progettazioni concettualmente sbagliate, se una struttura crolla potrebbe non esserci nessun colpevole, perché se la struttura si è comportata come previsto in fase di progettazione ha fatto tutto quello che doveva fare.

Ricordiamo inoltre che la moderna scienza delle costruzioni si basa sul metodo semiprobabilistico degli stati limite, si stima un certo tempo di ritorno per un dato evento e si progetta per quel tempo di ritorno, per esempio 475 anni.

Ma se madre natura decide di fregarsene di quello che crediamo di sapere e provoca un terremoto molto più forte di quello che noi avevamo previsto per quella data zona?

Gli isolatori sismici

Quanto detto fino ad ora vale per gli edifici convenzionali, così come progettati oggi in Italia, in realtà qualcosa di più in molti casi si può fare e un discorso a parte lo meritano gli isolatori sismici che sembrano oggi la migliore tecnologia disponibile per far resistere un edificio a un forte sisma senza danni tali da renderlo inutilizzabile.

Idoneità statica degli edifici

Si segnala in merito all’idoneità statica degli edifici questo convegno che fornisce molti chiarimenti in merito su una questione ancora molto dibattuta, date le ovvie difficoltà che si incontrano negli edifici esistenti.

Articolo sul convegno sull’idoneità statica degli edifici

Gli atti del convegno dell’università di Trento in merito all’idoneità statica degli edifici.

linee guida dell’università di Trento sulla dichiarazione di idoneità statica degli edifici

il video del convegno

unifamigliare Fidenza – una casa a consumo quasi zero

Il progetto in sintesi

questo progetto studio è concepito per il tipico lotto urbano circa quadrata ci misura almeno 26×26. Il progetto è stato pensato per essere realizzato in legno con tecnologia xlam (ovvero parete portante in legno), sfruttando in tal modo tutti i vantaggi che questa tecnologia offre, fra cui sopratutto l’assenza di ponti termici. Nulla comunque vieta di realizzare il progetto  anche con altra tecnologia, data la razionalità e semplicità che lo contraddistingue.

La villa è stata progettata con 2 piani fuori terra e un design contemporaneo ricavato dall’intersezione di 2 volumi semplici uno in intonaco rosso e uno in pietra.

Un impianto di climatizzazione di nuova concezione per arrivare a consumo zero

L’impianto di climatizzazione di questa unifamigliare è stato progettato grazie allo studio di una ditta specializzata in questa tipologia di impianti col ricorso di sonde geotermiche, riscaldamento e raffrescamento a pavimento e pannelli fotovoltaici, in modo da ottenere una spesa annuale per la climatizzazione prossima a ZERO grazie agli apporti gratuiti forniti dall’energia del sole e della terra.

Sul lato sud è stata prevista una pensilina fotovoltatica di copertura per il balcone.

Una casa realmente sostenibile, che in pratica non fa quasi nessun ricorso alle fonti fossili.

disposizione planimetrica

La villa ha una superficie lorda di circa 300mq

al piano terra troviamo un ampissima zona giorno con cucina separabile, il bagno il garage doppio, il locale tecnico, una lavanderia.

al piano primo troviamo 4 camere da letto, 2 bagni e un coreografico soppalco rivolto verso il soggiorno.

é possibile ricavare un sottotetto anche se in questa fase non è stato previsto.

per qualsiasi informazione su questo progetto di villa unifamigliare a Fidenza:

ing. Antonio Pedroni – tel. 0524/452079 – cell.340/8261220 – email: studiopedroni@gmail.com