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Il certificato energetico va sempre allegato – Il Sole 24 ORE

Un articolo semplice semplice del sole 24 ore che spiega cos’è un APE (il vecchio ACE)

Il certificato energetico va sempre allegato – Il Sole 24 ORE

Il concetto come espresso in altri articoli è molto semplice e se L’APE (o ACE, per adesso non c’è differenza) è attendibile esso fornisce un valido strumento che ci da il consumo energetico di un immobile.

Stiamo attenti ai certificati energetici (ACE o APE che dir si voglia) fatti con superficialità che ci danno un EPI o una classe energetica del tutto inattendibili, si configurano delle vere e proprie truffe. Personalmente faccio sempre quando possibile una verifica sulle bollette per vedere se le ipotesi che ho fatto sono coerenti con la situazione reale.

Il problema dei certificati energetici  scadenti

Purtroppo ho potuto notare che i certificati energetici eseguiti peggio sono quelli degli edifici o appartamenti nuovi. Non saprei dire con precisione qual’è la causa scatenante di questi errori, possiamo forse parlare di una concorrenza di cause:

  1. la sottovalutazione dell’importanza dell’ACE o APE da parte di costruttori, compratori e anche tecnici. Questa sottovalutazione porta ad attestati pagati poco e quindi eseguiti in fretta, senza i dovuti sopralluoghi, che portano ad un attestato del tutto inservibile.
  2. Le modifiche progettuali in fase esecutiva. Spesso mi è capitato di vedere che alcune imprese tendono a fare in fase esecutiva alcune modifiche che risultano molto incisive sulla degradazione della prestazione energetica. Come ponti termici non corretti, uso di un materiale diverso, cappotto che in alcuni punti non viene posato perché complicato e così via. Il certificatore che è pagato 100 € ad appartamento spesso non verifica la corretta esecuzione del progetto, per tanto va a certificare un appartamento sostanzialmente diverso da quello effettivamente costruito.
  3. Groupon e simili. Non è concepibile che si vendano attestati di certificazione energetica a 39 € o simili su groupon. è inconcepibile e deleterio per la qualità della prestazione, per la dignità professionale e per il compratore che si ritrova in mano un inutile pezzo di carta.
  4. La mancanza di un vero e proprio sistema sanzionatorio. Purtroppo finché non esistono chiare sanzioni per professionisti che redigono ACE sballati e costruttori che vendono case con prestazioni diverse da quanto dichiarato in ACE è tutto molto aleatorio. L’ACE è un costo per chi vende, ma uno strumento semplice ed eccezionale (se fatto bene) per chi compra.
  5. La mancanza di una giurisprudenza. Quando inizieranno le prime cause e i giudici puniranno severamente quella che è una vera e propria truffa (magari non sempre consapevole) forse le cose cambieranno e verrà riservata maggiore attenzione da parte di tecnici e costruttori a questo “pezzo di carta”.
  6. La mancanza di cultura del risparmio energetico. Bisognerebbe dare un informativa a chi compra casa per fargli capire cos’è l’ACE, per dire chiaro e tondo in euro quanto si può risparmiare con un certo EPI piuttosto che un altro, le persone in generale non sanno ancora cosa vuol dire la certificazione energetica e le case si comprano ancora con criteri diversi dal risparmio energetico, che invece dovrebbe essere uno dei primi fattori ad essere valutato.

Una formula semplice semplice per capire cos’è un certificato energetico:

E ora una piccola formula empirica (tutti questi dati si trovano in un ACE e APE) per capire cosa significa la certificazione energetica:

((EPIi+EPacs) x mq riscaldati)/10 = m3 di gas consumati in un anno.

Qui in Emilia Romagna 1 m3 di gas costa circa 1 €.

n.b.: Non è una formula matematica precisa, ma fornisce un ordine di grandezza.

Tanto per chiarire, ora vediamo l’ applicazione di un caso reale che mi è capitato:

Prima una premessa: confrontare i dati di un APE con i consumi reali è un operazione in realtà non corretta perché l’APE è un calcolo convenzionale effettuato in condizioni standard e quindi non reali, in realtà l’analisi dei consumi reali andrebbe fatta con un’altra operazione, la diagnosi energetica, ma qui facciamo solo delle speculazioni accademiche solo per capire il significato dei numeri.

ACE villa singola degli anni 90 a Fidenza

ACE villa singola degli anni 90 a Fidenza

Questo è un ACE che ho redatto per una villa unifamigliare singola degli anni 90 costruita a Fidenza. Non una villa costruita in modo scadente, ma una villa come se ne costruivano tante in quegli anni. Come possiamo vedere ingrandendo l’immagine:

Epi+Epacs=217,44 kWh/m2 annuo.

S riscaldata= 188,96m2

Applichiamo la formulina= 217,44×188,96/10= 4108,75

Il che vuol dire che questa villa secondo la certificazione energetica nelle condizioni standard per la quale la certificazione è stata ricavata, spende circa 4000 € per il riscaldamento ogni anno (dato che ho poi verificato studiando le bollette gentilmente fornitemi dal proprietario).

Se fosse, non dico tanto ma a metà della classe B spenderebbe circa: 50×188,96/10= 944,8 ovvero un quarto.

Come diceva qualcuno: “meditate gente, meditate”.

Attestato energetico: chiarimenti dal Mise sul passaggio tra ACE e APE

APE o ACE?

esempio certificazione energetica

esempio certificazione energetica

In questo articolo proviamo a dare alcuni chiarimenti sull’argomento del periodo, ovvero il passaggio da ACE ad APE.

Sostanzialmente si può dire che per ora non accade nulla di drammatico, a quanto sembra in questa fase di regime transitorio continuerà ad essere valida la metodologia di calcolo attuale e di conseguenza, almeno in Emilia Romagna tutto rimane uguale fino ad emanazione di nuova normativa.

APE: alcuni links utili

Attestato energetico: chiarimenti dal Mise sul passaggio tra ACE e APE.

la circolare del ministero dello sviluppo economico che dovrebbe chiarire…

Il Sace dell’Emilia Romagna dice che fino a successiva norma ACE e APE sono equivalenti, quindi per ora in Emilia Romagna nulla cambia.