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di tutto un pò…

La muffa nei muri delle case nuove

muffa e ponti termici

muffa e ponti termici

La cosiddetta muffa nei muri presente nelle case nuove è fonte di infinita discussione fra proprietari e costruttori che genera un rimbalzo di colpe fra gli uni e gli. I proprietari accusano il costruttore di aver costruito male, i proprietari accusano gli inquilini di non aerare a sufficienza (non si aera mai abbastanza…) o di farsi troppe docce, di stendere i panni in casa (e se per esempio non c’è uno spazio condominiale apposito dove si dovrebbe stendere in inverno quando magari fuori piove o c’è nebbia?) o come ho sentito di invitare troppa gente in casa…?

Vediamo di fare un pò di luce sul problema e di cercare di “dare a Cesare quel che è di Cesare”.

Cos’è la muffa nei muri?

Non è una risposta banale come potrebbe sembrare, quella che noi comunemente chiamiamo muffa potrebbe in realtà tante cose, vediamo un pò:

FUNGHI: organismi pluricellulari privi di clorofilla (a differenza delle alghe), costituiti da cellule sferoidali o allungate dette ife, spesso riunite in ammassi intrecciati chiamati miceli. Tutti i funghi sono eterotrofi, cioè ricavano il cibo dall’ambiente esterno; la cellulosa, sostanza organica presente nelle idropitture, costituisce un’ottima fonte di nutrimento e un ambiente umido e poco aerato l’habitat ideale per la proliferazione.

MUFFE: manifestazione visiva dello sviluppo di alcuni tipi di funghi pluricellulari, capaci di ricoprire le superfici sotto forma di miceli spugnosi. A seconda delle specie coinvolte
nella colonizzazione, il loro colore può essere grigio, verdastro, marrone o nero. Le spore rilasciate dalle muffe a scopo riproduttivo non sono normalmente dannose per la salute, ma nei soggetti predisposti possono determinare reazioni allergiche.

ALGHE: organismi vegetali mono o pluricellulari strutturalmente molto semplici, ma dotati di clorofilla e dunque in grado di effettuare processi di fotosintesi. Si sviluppano più frequentemente sulle facciate esterne, dove possono trovare la luce e il nutrimento necessari per sopravvivere. Sono generalmente verdi, anche se particolari pigmenti possono conferire loro un colore azzurro, rosso o bruno. Se non vengono bloccate in tempo, le alghe portano allo sviluppo di agenti di degrado biologico più complessi e difficili da debellare, come il muschio e i licheni.

MUSCHIO: gruppo di vegetali delle Briofite presente in natura in circa 15.000 specie e le cui foglioline sono caratterizzate da un ordinamento a spirale. Il muschio non può essere estirpato con le sostanze che contrastano la crescita di muffe e alghe e prolifera in ambienti umidi, poco
soleggiati e soggetti a ristagno d’acqua.

LICHENI: spesso erroneamente confusi con il muschio, sono in realtà degli organismi simbiotici derivanti dall’associazione di funghi e alghe; sono in grado di sopravvivere anche in condizioni ambientali molto severe e impossibili per altri vegetali. Come il muschio, anche i licheni sono molto resistenti agli agenti biocidi.

Perché si presentano questi fenomeni di degrado delle murature:

Per avere la proliferazione di muffe e funghi devono sussistere le condizioni di:

  • umidità
  • cibo per alimentarsi
  • scarsa ventilazione
  • calore (5-25° di temperatura, guarda caso quelli che ci sono nelle case normalmente)

Le condizioni ideali alla sopravvivenza delle alghe sono:

  • sostanze organiche che forniscano nutrimento
  • umidità
  • ambiente neutro-alcalino
  • luce per fotosintesi clorofilliana
  • sali minerali

Quindi diciamo che le muffe e funghi si formano preferibilmente all’interno mentre alghe muschio e licheni preferibilmente all’esterno.

La principale causa che può determinare lo sviluppo di funghi e muffe all’interno dei locali è l’accumulo di umidità e la formazione di condensa sulle pareti. Questi fenomeni dipendono da numerosi fattori:

  • Scarso ricambio d’aria nei locali.
  • Problemi di umidità di risalita capillare dal terreno.
  • Esposizione della parete a nord su abitazioni non coibentate.
  • Presenza di mobili ingombranti che coprono i muri impedendone la ventilazione, su pareti non coibentate.
  • Forte produzione di vapor acqueo, come accade spesso nei bagni e nelle cucine.
  • Materiali e tecniche costruttive impiegate in maniera non idonea che possono creare ponti termici.

Numerosi altri fattori contribuiscono potenzialmente allo sviluppo delle muffe all’interno. Tra essi ricordiamo:

  • Temperatura favorevole, generalmente compresa tra i 5 °C e i 25 °C, senza sbalzi rapidi, quindi quella che normalmente c’è nelle case (20° in inverno, 25/27° in estate).
  • Presenza in parete di sostanze organiche che forniscono nutrimento alle muffe, come la cellulosa contenuta nelle idropitture o le impurità e lo sporco depositatisi nel tempo. Anche un’accurata pulizia delle superfici murali può non essere sufficiente ad eliminare tutte queste sostanze, specialmente negli angoli e nei punti meno ventilati.
  • Lavorazioni particolari realizzate all’interno del locale, come nel caso dei caseifici, degli stabilimenti alimentari o delle lavanderie industriali.

Perché si forma la muffa nei muri delle case nuove

Le case nuove per motivi di risparmio energetico sono più impermeabili delle case vecchie quindi tendono a conservare l’umidità relativa presente che può facilmente andare sopra il 60%, specialmente nei bagni e nelle cucine anche molto oltre. Se non c’è un sistema di ricambio meccanico dell’aria, presente solo negli edifici più evoluti l’umidità può essere eliminata solo col ricambio “manuale” dell’aria, ovvero aprendo le finestre.

Se è presente un ponte termico o una parete non isolata o isolata male, specie se orientata a nord si può facilmente raggiungere il punto di rugiada che dipende da umidità relativa dell’aria e temperatura del’aria presente, in quel punto avverrà la condensa e potrà formarsi muffa, che sarà favorita da scarso ricambio di aria, quindi più facilmente si formerà dietro i mobili.

Quali sono i comportamenti corretti?

Per evitare o almeno limitare la formazione di muffe a parere dello scriventi si può e si deve:

  • mantenere un adeguata aerazione aprendo ogni tanto le finestre ( ma non si può chiedere di aprire le finestre in continuazione se no addio risparmio energetico e inoltre se non siamo in casa non possiamo pagare qualcuno che fa aerazione al posto nostro);
  • dotarsi di un deumidificatore per togliere parte dell’umidità interne delle case che agisca autonomamente rispetto al proprietario mantenendo un corretto livello di umidità;
  • riscaldare uniformemente la casa in modo da non creare zone fredde;
  • evitare se possibile mobili attaccati alle pareti che danno verso l’esterno o controllare periodicamente cosa succede dietro di essi per rimediare nel caso immediatamente;
  • tenere sotto controllo l’umidità relativa della casa con un misuratore, costano pochi euro e spesso sono abbinati a sveglie, la soglia di pericolo a mio parere è quando l’umidità relativa permane spesso al di sopra del 60%.

Una volta che si seguono tali comportamenti la formazione della muffa non è più imputabile ai proprietari, perché va bene aerare ogni tanto ma non si può chiedere a una persona in inverno di aprire 4/5 volte al giorno, per di più se fuori piove e c’è un umidità relativa esterna superiore al 90%, il che renderebbe comunque l’aerazione inutile al fine dello smaltimento dell’umidità.

ponte termico

ponte termico, le zone blu sono a una temperatura sensibilmente minore delle zone arancioni, in questo caso si parla di ponte termico geometrico, in corrispondenza dell’angolo del fabbricato.

Questo per dire che la causa della muffa sui muri, nel caso in cui il comportamento degli utenti sia corretto è da ricercarsi nei dettagli costruttivi che creano dei ponti termici in cui l’umidità andrà a condensare, quindi in errori o progettuali o esecutivi. Ove vi siano evidenti ponti termici non corretti come interruzioni del cappotto termico o particolari non correttamente coibentati è ovvio che attribuire la causa della muffa esclusivamente ai proprietari è quanto meno una pratica scorretta, purtroppo spesso utilizzata da imprese poco serie che non vogliono ammettere errori.

Un ponte termico in buona sostanza è una discontinuità che crea una differenza di temperatura, ovvero un punto freddo, nel quale la condensa avverrà in modo preferenziale.

E’ ovvio che ogni caso va esaminato attentamente e tale scopo può essere utile il ricordo a misurazioni di temperatura e umidità puntuali tramite per esempio termocamera, o termometro a infrarossi o tramite datalogger posizionati nei punti strategici, in modo da capire se il comportamento degli utenti e corretto, l’esame puntuale del progetto e la verifica quando possibile della corretta esecuzione degli accorgimenti di isolamento e di correzione dei ponti termici.

Il nostro studio si offre per verifiche della situazione sul posto e suggerire eventuali soluzioni se praticabili, la soluzione infatti non è spesso ne facile ne economica.

bibliografia:

colorificio San Marco

sullo stesso argomento:

dal blog mygreenbuldings

Il bagno per i disabili

wc disabili no

wc disabili no

Mi trovo in questi giorni a dover predisporre un bagno per i disabili in un locale pubblico di prossima apertura e così sto ri-studiando la materia. Due anni fa frequentai il corso tenuto dal centro CAAD adattambiente di Parma, dove intervennero alcuni disabili con diverse disabilità che ci spiegarono alcuni concetti che i normatori sembrano non aver capito  benissimo e che i progettisti purtroppo spesso ignorano.

Sui bagni disabili, sulle barriere architettoniche e sulla progettazione in genere esistono molti falsi miti, vorrei nel mio piccolo aiutare a sfatarne qualcuno:

  1. i disabili sono persone normali con delle piccole difficoltà, che non gradiscono ovviamente essere ghettizzati ma fare, quando possibile, le stesse identiche cose che fanno i cosiddetti normodotati;
  2. non siamo obbligati a fare il bagno disabili separato, un solo bagno con caratteristiche anche per i disabili nel 90% dei casi è sufficiente, a meno di altre limitazioni sul numero di servizi necessario, piuttosto a mio parere è meglio un unico bagno carino che due bagni di cui quello per disabili non viene usato quasi mai;
  3. i disabili sono molto diversi fra loro e non esiste “il disabile tipo” a cui vanno bene sempre i soliti accorgimenti (non vendenti, persone su sedia a rotelle, persone con difficoltà motorie di diverso tipo);
  4. mettere dei gradini quando non è strettamente necessario è una cosa a mio parere imperdonabile;
  5. Prevedere accessi separati per i disabili, o farli accedere dal retro dei palazzi o dei locali è sgradevole;
  6. i montascale sono brutti, non funzionali, costosi, spesso rimangono inutilizzati. Nel nuovo sono un delitto, molto meglio una piattaforma elevatrice, incredibile a dirsi ma a volte costa pure meno ed è sicuramente più bella e funzionale (si può usare come montacarichi);
  7. tutti un giorno potremmo diventare disabili, o per lo meno esserlo temporaneamente (per esempio mi rompo una gamba), perciò il non pensare a certi facili accorgimenti è quantomeno stupido.

In poche parole tornando al discorso dei servizi per disabili che mi premeva di più:

  1. non è vero che sono obbligatori i sanitari per disabili, anzi molto spesso i disabili li detestano e pensano che siano stati progettati da uno che i disabili proprio non li ama;
  2. ci sono alcune misure base da rispettare e ci sono alcuni consigli, per il resto c’è una relativa libertà progettuale.

Volevo citare alcune fonti che secondo me sono molto valide e facili da comprendere:

quest’articolo

e le relative norme

Azione disciplinare contro le certificazioni energetiche low cost

esempio certificazione energetica

esempio certificazione energetica

Sembra che alcuni ordini finalmente stiano intraprendendo azioni disciplinari contro le certificazioni low cost:

Casaeclima.com – Azione disciplinare dell’Ordine Ingegneri Catania contro le certificazioni energetiche low cost.

come ho spiegato in altri articoli, purtroppo a causa della tassazione imposta in Italia ai professionisti, tenendo conto del tempo impiegato per redarre decentemente una certificazione energetica è impensabile proporre tariffe inferiori a 200€ più iva e CNPAIA, il che comporta un guadagno netto di circa 100€, che non tengono conto dei tempi di apprendimento, dell’aggiornamento, dei costi del software per redarre le certificazioni.

Finalmente il codice deontologico ha inserito delle norme che vietano espressamente certi comportamenti. In realtà a parere dello scrivente fino a che la legge non reintrodurrà le tariffe minime che sono a tutela della collettività sarà molto dura in fase di giudizio il far valere certe norme anche se inserite nel codice deontologico.

Vendere certificazioni low cost crea un danno prima di tutto per l’utente che otterrà un prodotto scadente, in secondo piano al professionista che otterrà un compenso non in grado di ripagarlo, in terzo a tutti i professionisti che vedono in questo modo sminuito il valore della prestazione professionale e il prestigio di tutto l’ordine e in quarto a tutta la collettività, perché professionisti deboli e con tariffe inadeguate producono un generale decadimento della qualità del lavoro professionale con un pericolo per la società, dato che i progettisti costruiscono edifici dove le persone vivono e lavorano. edifici scadenti e con allegati burocratici come l’APE errati vuol dire errate valutazioni economiche, vuol dire in caso di sisma probabili danni gravi alle strutture e così via.

Difendiamo la professione e non accettiamo di lavorare con compensi inadeguati al prestigio e alla dignità professionale.

Ecco come richiedere l’IVA agevolata per i lavori edili

l’iva agevolata in edilizia

iva agevolata in edilizia

L’iva (imposta sul valore aggiunto) in Italia ha da tempo raggiunto la purtroppo ragguardevole percentuale del 22%. Per fortuna in edilizia esistono diversi casi per cui si può applicare un aliquota iva agevolata, al 10% e nel caso di prima casa, al 4%.
Un interessantissimo articolo di ediltecnico cerca di fare un pò di chiarezza sui casi nei quali si può applicare l’iva agevolata in edilizia:

Ecco come richiedere l’IVA agevolata per i lavori edili.

qui l’approfondimento sempre da ediltecnico:

http://www.ediltecnico.it/iva-agevolata-in-edilizia-al-4-e-al-10-la-guida-completa/

la guida dell’ANCE di Como che mi sembra molto esaustiva

Per essere sicuri ricorrete sempre al tecnico

In ogni caso vi consigliamo sempre di ricorrere all’ausilio di un tecnico abilitato, se volete potete rivolgervi direttamente a noi per una consulenza gratuita, per sapere se i vostri lavori hanno diritto all’applicazione di un aliquota iva a agevolata al 10% e magari ad altre agevolazioni fiscali come le detrazioni per i lavori di ristrutturazione (ora agevolabili al 50%) e per i lavori di riqualificazione energetica (ora agevolabili al 65%).

La nuova guida sulle agevolazioni fiscali del 50% per le ristrutturazioni – gennaio 2014

detrazioni fiscali 50%

detrazioni fiscali 50%

L’agenzia delle entrate ha pubblicato l’ultimo aggiornamento datato gennaio 2014 riguardo  le agevolazioni fiscali del 50% per le ristrutturazioni, potete scaricarla cliccando sul link qui sotto:

vademecum ufficiale dell’agenzia delle entrate sulle agevolazioni fiscali del 50% per le ristrutturazioni

il vademecum è un utile strumento ufficiale, redatto direttamente dall’agenzia delle entrate sulle agevolazioni fiscali del 50%  per ristrutturazioni degli immobili residenziali.

Non tutti gli interventi di ristrutturazione sono agevolabili, per sapere se è come puoi usufruire della detrazione leggi bene il vademecum oppure contattaci per avere una consulenza.

Il nostro studio è specializzato nelle pratiche autorizzative per poter ottenere il beneficio fiscale del 50% per la ristrutturazione degli immobili residenziali e per la detrazione fiscale del 65% per la riqualificazione energetica degli immobili.

rimetti la casa al centro del tuo mondo

Rimetti la casa al centro del tuo mondo

Il sito istituzionale del governo sugli incentivi fiscali su ristrutturazione e riqualificazione energetica

casa.governo

rimetti la casa al centro del tuo mondo

Il governo ha messo online questo sito che cerca di fare un pò di chiarezza sugli incentivi per le ristrutturazioni e per la riqualificazione energetica.

Rimetti la casa al centro del tuo mondo.

L’argomento e la confusione, fra date, percentuali di detrazioni, tipologia di incentivo, cosa e in che percentuale è detraibile non è poca e forse questo sito, potrà aiutare chi sta incominciando a programmare qualche intervento di ristrutturazione o riqualificazione energetica nella casa di proprietà.

Chi sentire per primo quando si vogliono programmare dei lavori edili?

Come sempre noi consigliamo come primo passo di rivolgersi a un tecnico per una piccola consulenza gratuita, onde evitare di commettere errori che si possono pagare a caro prezzo.

Soprattutto ricordatevi che il tecnico, quando si intendono fare dei lavori, a causa della complessità della normativa è la prima persona da sentire, rivolgersi all’impresa senza prima sentire un tecnico può portare a pianificare dei lavori che potrebbero non essere fattibili a causa delle norme tecniche e urbanistiche.

Aggiustare le cose quando sono già state fatte a volte può risultare addirittura impossibile, rendendo l’investimento una spesa inutile.

Facciamo l’esempio dell’apertura di una nuova porta in una parete portante…

Con l’attuale normativa oggi ricavare un apertura in una parete portante nel 90% dei casi comporta la cerchiatura del foro ottenuto con profilati in acciaio. L’apertura non cerchiata nella maggior parte dei casi non è sanabile (non è regolarizzabile normativamente) in nessun modo e il solo voltino superiore non è sufficiente, il che significa dover rifare il lavoro cerchiando correttamente l’apertura. In una casa vecchia capire quali sono le pareti portanti e no non è così semplice come potrebbe sembrare (il fatto che una parete sia da 12 cm non implica automaticamente il fatto che non sia portante). Quindi ATTENZIONE!

E delle difformità urbanistiche…

Molte delle case costruite negli anni 60/70 presentano difformità urbanistiche (differenze fra progetto depositato in comune e stato di fatto) che vanno sanate per poter procedere a un nuovo titolo abilitativo (nuova pratica per autorizzare dei lavori edili), quindi la verifica da parte di un tecnico è FONDAMENTALE prima di procedere con i lavori.